USL Toscana nord ovest ha concluso le verifiche interne avviate dopo la morte di Roberto Raspolli, paziente deceduto nei giorni successivi al trasferimento dall’Elba all’ospedale di Livorno. L’azienda sanitaria ha espresso cordoglio e vicinanza alla moglie e ai familiari, spiegando di aver attivato fin dalle prime ore le procedure previste per ricostruire la sequenza degli interventi, i tempi dell’assistenza e le modalità della presa in carico.
L’audit sul percorso assistenziale
La Direzione aziendale ha disposto un audit nell’ambito delle attività dedicate alla sicurezza dei pazienti. Secondo l’analisi, non sono emersi elementi tali da qualificare la vicenda come un evento avverso. Gli approfondimenti diagnostici e clinici eseguiti dopo l’arrivo dell’uomo in ospedale sono stati ritenuti necessari per completare il quadro e definire il percorso più adeguato.
La ricostruzione ha coinvolto gli operatori dell’ospedale di Portoferraio, il direttore della struttura e gli specialisti degli ospedali di Livorno e dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. La USL sostiene che professionisti e strutture abbiano svolto tutti i passaggi necessari, garantendo la disponibilità dei consulenti della rete ospedaliera e un’assistenza personalizzata in relazione alle condizioni del paziente.
Nel corso della permanenza in pronto soccorso a Portoferraio e, successivamente, in terapia intensiva a Livorno, il paziente sarebbe stato informato e accompagnato dai familiari. L’azienda riferisce inoltre che le comunicazioni con l’uomo e con i suoi congiunti sono state costanti e documentate durante l’intero percorso.
Il trasferimento con l’elisoccorso
Una parte dell’audit ha riguardato anche i tempi di arrivo dell’elisoccorso. Per la USL, le tempistiche sono risultate compatibili con il livello di urgenza clinica rilevato in quel momento e con la necessità di completare la diagnosi, definire il percorso assistenziale e preparare il paziente al trasferimento.
L’azienda ha collegato la durata delle procedure alla complessità del quadro clinico, precisando che si trattava di una persona molto anziana e fragile, con numerose comorbilità e un problema che aveva motivato l’accesso in pronto soccorso. Il decesso è avvenuto nei giorni successivi al trasferimento, nonostante l’impegno del personale e dell’organizzazione sanitaria.
La USL ha riconosciuto come comprensibili il dolore e le richieste di chiarimento della famiglia, chiedendo al tempo stesso rispetto per gli operatori impegnati soprattutto nei pronto soccorso delle aree turistiche. L’azienda ha confermato la disponibilità a mantenere un rapporto di ascolto e trasparenza con i familiari, nel rispetto della memoria di Raspolli e del lavoro svolto dagli operatori.
Sulla vicenda era intervenuta anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marcella Amadio, che aveva presentato un’interpellanza alla Regione chiedendo chiarimenti a istituzioni e USL. Amadio aveva contestato i tempi del trasferimento e proposto una base stabile dell’elisoccorso Pegaso all’aeroporto di Marina di Campo, considerando le esigenze dell’area insulare, l’afflusso turistico estivo e la necessità di rendere più tempestivi i collegamenti sanitari con la terraferma.