Una fotografia pubblicata sui social ha portato all’identificazione e alla denuncia di un 51enne residente in provincia di Livorno, ritenuto responsabile dell’uccisione di un serpente. Gli accertamenti sono stati condotti dai Carabinieri Forestali del N.I.P.A.A.F. di Livorno, dopo la diffusione online dell’immagine dell’animale morto.
La vicenda si è sviluppata nel territorio di Rosignano Marittimo. L’attività investigativa è partita anche dalle segnalazioni ricevute dai militari, che hanno esaminato la fotografia pubblicata su un noto social network e gli elementi utili a ricostruire l’accaduto. Le verifiche hanno consentito di risalire all’identità del presunto autore.
Gli accertamenti dei Forestali
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri Forestali, l’uomo avrebbe ucciso senza necessità un esemplare di Natrix helvetica, conosciuta come biscia dal collare barrata. Si tratta di una specie appartenente alla fauna selvatica. I militari hanno approfondito gli aspetti di loro competenza e raccolto gli elementi ritenuti necessari per procedere nei confronti del 51enne.
Al termine dell’attività, l’uomo è stato denunciato a piede libero all’Autorità giudiziaria di Livorno. La contestazione riguarda la fattispecie di reato di uccisione di animali. La denuncia non equivale a una condanna: spetterà ora alla magistratura valutare il materiale raccolto e accertare eventuali responsabilità.
La tutela della fauna selvatica
L’episodio richiama l’attenzione sulla tutela degli animali selvatici e sul contributo che le segnalazioni dei cittadini possono offrire alle attività di controllo. In questo caso, proprio la fotografia pubblicata online avrebbe fornito un elemento utile per avviare gli approfondimenti e orientare le verifiche sull’identità del presunto responsabile.
I Carabinieri Forestali proseguono le attività di vigilanza e protezione del patrimonio faunistico del territorio, anche attraverso l’analisi delle informazioni che emergono sui social network. Gli ulteriori sviluppi della vicenda dipenderanno dalle valutazioni dell’Autorità giudiziaria.