I tornelli per l’accesso al mare sono tornati al centro del dibattito a Livorno dopo la pubblicazione sui social di un video realizzato dall’attivista Matteo Halissey insieme a Ivan Grieco. Le immagini mostrano un confronto con il personale e i titolari di uno stabilimento balneare del litorale cittadino, questa volta ai Bagni Onde del Tirreno, conosciuti anche come Pejani.
Il filmato è stato presentato come una nuova incursione degli attivisti, dopo quella avvenuta ai Pancaldi. A sollevare dubbi sulla sua attualità sono stati alcuni dettagli, tra cui gli stessi abiti indossati da Halissey e Grieco nelle due registrazioni. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, il contenuto relativo agli Onde del Tirreno sarebbe stato girato circa due settimane prima della sua diffusione online, intorno al 20 luglio.
La contestazione dell’assessora
L’assessora al Demanio Viola Ferroni ha definito scorretta la scelta di riproporre il video senza precisare che si trattava di una situazione non recente. L’esponente della giunta ha spiegato che, dopo la prima segnalazione pubblica di Halissey, il Comune aveva inviato una lettera di richiamo ai gestori degli stabilimenti, invitandoli a rispettare le regole sull’accesso alle strutture balneari.
Ferroni ha inoltre riferito che gli uffici comunali si sono informati sulla situazione ai Bagni Onde del Tirreno e negli altri stabilimenti, ricevendo conferma della regolarità delle condizioni attuali. Per l’assessora, eventuali comportamenti non conformi alle disposizioni sono stati corretti dall’amministrazione, mentre la diffusione tardiva di immagini registrate in precedenza rischierebbe di rappresentare la città in modo diverso dalla realtà.
Nel suo intervento, l’assessora ha difeso anche il lavoro dei gestori degli stabilimenti e ha ribadito la richiesta di rispettare il ruolo dell’amministrazione e della città. Il tema dei tornelli rimane così legato al confronto più ampio sulle modalità di accesso al litorale e sulla gestione delle concessioni balneari.
Il nodo delle gare
Ferroni ha infine affrontato il tema delle gare per gli stabilimenti balneari, spiegando che saranno avviate non appena le condizioni tecniche lo consentiranno. Secondo l’assessora, gestori, sindacati e categorie economiche conoscono da almeno sette anni l’intenzione del Comune di procedere.
Le procedure, ha aggiunto, dovranno svolgersi nel rispetto del principio comunitario della concorrenza. Nel ragionamento dell’amministrazione, gli stabilimenti rappresentano inoltre un elemento identitario per i cittadini livornesi e non devono essere considerati soltanto come un’occasione di speculazione turistica.