Sicurezza abitativa

Incendio negli alloggi occupati, Palumbo chiede tempi rapidi

Un giovane è stato ricoverato per intossicazione; contestate le lentezze degli iter per liberare gli immobili.

Incendio negli alloggi occupati, Palumbo chiede tempi rapidi

Un incendio si è sviluppato negli alloggi di via Giordano Bruno a Livorno, in immobili di proprietà di Casalp occupati abusivamente. L’episodio ha provocato anche il ricovero di un giovane, rimasto intossicato. La vicenda ha riacceso il dibattito sui tempi delle procedure di sgombero e sfratto negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Le contestazioni del consigliere

A intervenire è il consigliere comunale Alessandro Palumbo, di Fratelli d’Italia, secondo cui la situazione di via Giordano Bruno era conosciuta da tempo e le pratiche per lo sgombero sarebbero già state avviate. Palumbo sostiene inoltre che nel patrimonio ERP attuale vi siano altre venti situazioni simili e chiede di chiarire le ragioni dei tempi considerati troppo lunghi.

Il consigliere domanda in particolare perché le procedure non procedano con maggiore rapidità e quali siano gli ostacoli che ne rallentano la conclusione. La richiesta arriva dopo l’incendio, ma si inserisce in un quadro più ampio di criticità segnalate negli edifici gestiti da Casalp e di difficoltà nella gestione degli alloggi occupati o interessati da condizioni di degrado.

Il caso di via Città del Vaticano

Tra le situazioni citate da Palumbo c’è quella di un complesso Casalp di via Città del Vaticano. Qui, riferisce il consigliere, un assegnatario trasformerebbe da mesi il proprio appartamento in una discarica, con rifiuti e cattivi odori che raggiungerebbero anche le terrazze degli altri residenti. Gli abitanti avrebbero presentato un esposto ai Carabinieri e all’ASL, oltre ad aver interessato l’ufficio Casa.

Palumbo afferma che la procedura di sfratto sarebbe iniziata, ma contesta l’assenza di tempi certi da parte della Giunta comunale. Il consigliere riferisce di aver effettuato un accesso agli atti all’inizio del 2026, riscontrando, a suo dire, un brusco rallentamento degli sfratti. Tra le possibili cause indicate cita problemi organizzativi interni al Corpo di polizia locale, senza escludere carenze di personale, ritardi nei processi interni o difficoltà nella collaborazione con soggetti esterni.

Secondo Palumbo, i ritardi ricadono sia sui residenti dei complessi interessati sia sull’intera cittadinanza, anche per i costi delle bonifiche necessarie dopo i danni agli appartamenti. Il consigliere chiede quindi spiegazioni puntuali e interventi che consentano di evitare il ripetersi di episodi analoghi, sottolineando che le segnalazioni dei cittadini devono trovare risposte rapide da parte degli uffici e delle istituzioni.