La produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno dell’area portuale torna al centro del dibattito a Livorno. Livorno Civica e Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato una proposta congiunta per affrontare il tema, considerato strategico per la competitività dello scalo, lo sviluppo del polo industriale e la riduzione delle emissioni in città.
L’iniziativa arriva dopo una serie di incontri e confronti, anche con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Secondo studi tecnici richiamati dal circolo Legambiente Luciano De Majo, le aree portuali e retroportuali potrebbero ospitare fino a 300 megawatt di impianti eolici, oltre a 10-15 megawatt di fotovoltaico su tetti e superfici inutilizzate. Nel documento vengono citati, come riferimento, gli interventi realizzati in scali del Nord Europa come Rotterdam, Anversa e Amburgo.
Il nodo del cold ironing
Tra gli elementi centrali della proposta c’è il cold ironing, il sistema che consente alle navi ferme in banchina di spegnere i motori e collegarsi alla rete elettrica. A Livorno una prima infrastruttura, inaugurata nel 2015 alla Calata Sgarallino, aveva richiesto un investimento di 3,5 milioni di euro e poteva erogare fino a 12 megawatt. L’impianto, tuttavia, non è mai entrato in funzione commerciale. Tra le ragioni indicate figurano l’assenza di navi compatibili, la mancata stipula del contratto per la fornitura elettrica e il mancato trasferimento formale della gestione alla società Porto 2000.
Una seconda fase del progetto è stata finanziata con risorse del PNRR e del Fondo Complementare, per un totale di 77,5 milioni di euro destinati ai porti dell’Autorità di Sistema: 45,5 milioni per Livorno, 16 milioni per Piombino e altrettanti per Portoferraio. Il piano prevede una sottostazione nell’area dell’ex centrale Enel del Marzocco e tre cabine di conversione per le banchine dedicate a navi da crociera e portacontainer. I lavori, affidati nel dicembre 2023 al Consorzio Integra, dovrebbero concludersi entro il 2026.
Vincoli e investimenti
Per Livorno Civica, Alleanza Verdi e Sinistra e Legambiente, il solo collegamento alla rete nazionale non sarebbe sufficiente a rendere il sistema competitivo. Il costo dell’elettricità, secondo le stime citate, potrebbe scendere da circa 14 a 3 centesimi per kilowattora con una produzione eolica direttamente nell’area portuale. Su questo punto, però, pesa il quadro autorizzativo: i vincoli paesaggistici imposti dalla Soprintendenza e recepiti nel Piano Operativo Comunale hanno esteso la tutela della fascia costiera anche alle aree operative dello scalo. L’Autorità portuale ha impugnato la decisione davanti al TAR di Firenze.
Nel confronto con le istituzioni sono emerse anche preoccupazioni sul futuro dello snodo ferroviario dell’interporto, interessato da ritardi, e sulla prospettiva di affidare a un unico soggetto privato la gestione delle reti elettriche nei porti italiani. Secondo i promotori della proposta, questi elementi rendono necessario un coordinamento stabile tra Comune, Regione Toscana e Autorità di Sistema Portuale.
Il documento chiede quindi la costituzione di un tavolo permanente per accelerare gli iter autorizzativi, affrontare i vincoli paesaggistici e favorire il ricorso a investimenti privati attraverso strumenti di project financing. L’obiettivo indicato è collegare la transizione energetica del porto alle aree industriali e logistiche del retroporto, con la possibilità di fornire elettricità a costi competitivi anche per attività come la produzione di idrogeno verde.