La Federazione Anarchica Livornese ha espresso solidarietà al Collettivo degli Orti Urbani di via Goito e ha invitato a partecipare alle iniziative contro i progetti edilizi previsti nell’area. Il gruppo contesta la vendita del terreno a un costruttore locale e il conseguente ordine di sgombero emesso dal Tribunale di Livorno, sostenendo che l’intervento possa cancellare uno spazio autogestito attivo da 14 anni.
Secondo la Federazione, gli Orti Urbani sono nati nel periodo di mobilitazione contro disoccupazione e condizioni di miseria dei primi anni dello scorso decennio. Nel tempo, l’area sarebbe diventata un luogo di autorganizzazione e di incontro, oltre che un punto di riferimento per le iniziative contro la cementificazione, la speculazione edilizia e la vendita di spazi cittadini a soggetti privati.
La difesa dell’area verde
Nel documento diffuso, gli anarchici descrivono gli Orti come uno spazio di riappropriazione collettiva e di gestione dal basso, nel quale sono state sperimentate attività di orticoltura, pratiche di autodeterminazione alimentare e forme di condivisione di conoscenze. L’area avrebbe inoltre ospitato nel corso degli anni numerose iniziative, incontri e momenti di confronto tra persone e realtà diverse.
La Federazione richiama anche la funzione ambientale del terreno. Gli Orti, viene sostenuto, non sono cementificati e si trovano sopra corsi d’acqua, una caratteristica ritenuta utile per la sicurezza idrologica del territorio. Nel comunicato viene ricordata l’alluvione del 2017, con i morti e i danni provocati dal maltempo, e si sottolinea il valore dello spazio verde in una fase definita di crisi climatica, anche come habitat per diverse specie animali.
Il richiamo alla mobilitazione
La vicenda viene inserita dalla Federazione in un quadro più ampio, legato alla restrizione delle libertà di espressione e manifestazione e alle norme che, secondo il gruppo, colpirebbero pratiche come occupazioni, blocchi stradali e manifestazioni non preavvisate. Nel testo si fa riferimento anche alle iniziative organizzate a Livorno lo scorso autunno in solidarietà al popolo palestinese e contro la guerra, tra scioperi, blocchi e occupazioni di edifici e aree portuali.
La Federazione afferma che la repressione giudiziaria avrebbe già coinvolto alcuni militanti e che il prefetto continuerebbe a minacciare gli spazi autogestiti della città. Per fermare il progetto sugli Orti Urbani, il gruppo invita a evitare quello che definisce un approccio istituzionale e a costruire una mobilitazione più ampia sui temi del clima, della città e dello sfruttamento. L’obiettivo indicato è mantenere unite, in condizioni di orizzontalità, le diverse esperienze che negli anni hanno animato l’area di via Goito.