Allarme ambientale

Rifiuti e falò, Cala del Leone torna nel degrado

A poco più di un mese dalla bonifica, volontari denunciano nuovi abbandoni lungo la costa livornese.

Rifiuti e falò, Cala del Leone torna nel degrado

Cala del Leone, uno dei tratti più suggestivi della costa livornese, è tornata a essere invasa dai rifiuti a poco più di un mese da una grande operazione di pulizia. A denunciare la situazione è Sons of the Ocean, che ha diffuso immagini della scogliera e della spiaggia descrivendole come nuovamente trasformate in una discarica a cielo aperto.

Secondo l’associazione, nell’area sono stati trovati resti di bivacchi, ombrelloni, asciugamani, bottiglie di vetro, contenitori di plastica, lattine e altri rifiuti domestici abbandonati a pochi passi dal mare. La segnalazione riguarda anche la presenza di tracce di falò accesi sulla battigia, direttamente a contatto con i ciottoli, con residui di cenere e materiali bruciati.

Una nuova emergenza dopo la bonifica

La situazione arriva dopo l’intervento di pulizia realizzato poco più di un mese fa da Sons of the Ocean insieme a Blu Next Livorno, Marevivo, Legambiente, Aamps, A-mare e Plastic Free, oltre ad altre realtà cittadine. L’attività aveva coinvolto numerosi volontari con l’obiettivo di rimuovere i rifiuti e restituire decoro a uno dei luoghi più fragili e frequentati del litorale.

Nel nuovo appello, l’associazione sottolinea i possibili effetti dell’abbandono dei materiali sull’ecosistema costiero. La plastica esposta al sole e all’azione del mare può frammentarsi in particelle più piccole, mentre i residui della combustione possono alterare la qualità dell’habitat. Si tratta di valutazioni contenute nella denuncia dell’associazione, che considera il fenomeno non soltanto un problema di decoro, ma una minaccia per un ambiente delicato.

La richiesta di maggiori controlli

Sons of the Ocean evidenzia anche la dimensione sociale del problema: lasciare rifiuti dopo una serata in spiaggia significa scaricare sulla comunità e sugli operatori il compito di ripulire l’area. La reiterazione degli abbandoni, sostiene l’associazione, rischia di vanificare il lavoro svolto dai volontari e di alimentare una percezione di impunità.

Nel comunicato viene richiamata la normativa sull’abbandono dei rifiuti e sulla tutela delle aree costiere, con riferimento anche al Testo unico ambientale, che prevede sanzioni per le condotte vietate. L’associazione chiede quindi un rafforzamento dell’azione istituzionale e dei controlli, sostenendo che la tutela della cala non possa dipendere esclusivamente dagli interventi dei volontari.

Matteo Nani, presidente di Sons of the Ocean, ha ribadito la disponibilità dell’organizzazione a continuare le attività di pulizia e sensibilizzazione. Al tempo stesso, ha rivolto un appello alla comunità livornese affinché la salvaguardia di uno dei tratti più fragili della costa diventi una responsabilità condivisa.