Sono oltre 200 le adesioni raccolte in tre giorni alla lettera aperta per chiedere la tutela degli Orti Urbani di via Goito. A sottoscrivere l’appello sono docenti, maestre, maestri, educatrici ed educatori che lavorano, hanno lavorato o vivono a Livorno. I firmatari intervengono nel confronto sul futuro dell’area, che potrebbe essere interessata, almeno in parte, da interventi edilizi dopo l’acquisto del terreno da parte di privati.
La raccolta firme, fanno sapere i promotori, è ancora aperta. La richiesta principale è la sospensione di qualsiasi intervento irreversibile e l’individuazione di soluzioni alternative capaci di garantire la salvaguardia dell’area. L’appello si rivolge all’Amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Luca Salvetti, chiamato a valutare il futuro urbanistico e ambientale dello spazio.
Un’area trasformata negli anni
Al centro della mobilitazione c’è un terreno di oltre 61mila metri quadrati. Secondo quanto riportato nella lettera, negli ultimi 14 anni gruppi informali di cittadini lo avrebbero trasformato da spazio abbandonato in un luogo dedicato alla socialità, alle attività ambientali e alle iniziative per la comunità.
Gli Orti Urbani vengono descritti dai firmatari come un rifugio climatico, un polmone verde e un’isola di biodiversità, oltre che come un’esperienza di gestione partecipata di quello che viene definito un bene comune. Nel corso del tempo sarebbero stati realizzati sentieri, spazi per il gioco e lo sport, aree per gli orti condivisi e numerose attività culturali, tra concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e appuntamenti aperti alla cittadinanza.
Una parte rilevante dell’esperienza, sottolineano i promotori, riguarda l’educazione. L’area avrebbe ospitato orti didattici, attività per la cura delle piante e la conoscenza dell’ambiente, laboratori artistici e iniziative rivolte a bambine e bambini. Tra gli esempi citati figura la Festa mondiale dell’Albero, celebrata per quattro anni consecutivi con un percorso che prevedeva la piantumazione di un alberello da parte dei partecipanti.
La lettera ricorda inoltre laboratori per la costruzione di aquiloni, attività sul riconoscimento delle piante spontanee commestibili, giornate dedicate all’orto, una rassegna cinematografica per bambini e iniziative rivolte alle famiglie. Per i firmatari, l’insieme di queste attività ha contribuito a creare una comunità educante, capace di unire ambiente, formazione, socialità e partecipazione.
Le richieste al Comune
Secondo i promotori, un’eventuale edificazione avrebbe un impatto irreversibile sull’ecosistema esistente e comporterebbe nuovi cantieri, superfici impermeabilizzate, parcheggi e viabilità. Da qui la richiesta di una revisione delle politiche urbanistiche e di un diverso rapporto con gli spazi verdi all’interno della città.
Gli Orti Urbani sono tuttavia un bene privato, venduto all’asta al termine di una procedura del Tribunale di Livorno. Negli atti dell’incanto l’area risulta occupata senza titolo da un collettivo che la destina a orti urbani. La documentazione relativa all’acquisto prevede inoltre la possibilità di procedere alla liberazione dell’immobile, qualora l’aggiudicatario non esenti l’area, con spese a carico della procedura.
I firmatari chiedono al Comune di sospendere qualsiasi progetto edilizio, ricercare alternative per tutelare integralmente l’esperienza maturata e riconoscere il lavoro svolto dai gruppi informali e dall’assemblea che hanno dato vita agli Orti. Tra le ipotesi indicate c’è anche una collaborazione con scuole e associazioni del territorio. L’appello sostiene che non si tratti di avviare un progetto da zero, ma di riconoscere un’esperienza già esistente.
La mobilitazione proseguirà con una manifestazione organizzata dal Comitato Orti Urbani, in programma il 5 settembre alle 16, con partenza da via Goito. Nel frattempo, la raccolta firme continua e il futuro dell’area resta al centro del confronto cittadino su sviluppo urbanistico, tutela del verde e partecipazione.