Piano comunale

Viviani replica ai docenti sugli orti urbani di via Goito

L’assessora illustra cessione, verde pubblico e coinvolgimento scolastico nell’area interessata.

Viviani replica ai docenti sugli orti urbani di via Goito

Silvia Viviani, assessora alle Politiche urbanistiche del Comune di Livorno, ha risposto all’appello sottoscritto da circa 200 docenti, maestre, maestri, educatrici ed educatori a tutela degli orti urbani di via Goito. I firmatari avevano chiesto di preservare l’area e di sospendere ogni intervento irreversibile.

Nella lettera l’assessora riconosce la buona fede del gruppo e condivide le preoccupazioni espresse sul cambiamento climatico, sul verde urbano e sul valore sociale degli orti. Al tempo stesso, però, contesta le informazioni alla base dell’appello e sostiene che i sottoscrittori siano disinformati. Viviani si è detta disponibile a un incontro con il mondo della scuola, indicando nel dialogo e nel confronto basato su argomentazioni rispettose gli strumenti per affrontare il futuro dell’area.

La proprietà e le previsioni urbanistiche

Uno dei punti centrali della risposta riguarda la titolarità del terreno. Secondo l’amministrazione, l’area di via Goito è privata e il Comune non starebbe trasferendo ai privati un bene pubblico. La proprietà attuale avrebbe acquistato il terreno all’asta, dopo il fallimento dei precedenti proprietari.

Viviani richiama inoltre la pianificazione urbanistica approvata negli anni. Il regolamento urbanistico del 1999 avrebbe previsto l’edificabilità di una porzione minoritaria della superficie e la cessione dell’80 per cento al Comune. Le modifiche approvate nel 2016 e nel 2017 avrebbero ridotto leggermente le possibilità edificatorie e avviato un percorso di partecipazione per definire la distribuzione delle aree a parco, le funzioni degli spazi e la collocazione degli interventi privati.

La lettera si sofferma quindi sul Piano operativo approvato dal Consiglio comunale nel 2025. Secondo la ricostruzione dell’assessora, lo strumento conferma la continuità con le precedenti previsioni, ma introduce alcuni correttivi: una riduzione dell’edificabilità, la possibilità di realizzare alloggi sociali e il vincolo a verde pubblico dell’80 per cento della superficie territoriale.

Quasi cinque ettari e tre micro-cantieri

La quota destinata al verde ammonterebbe a quasi cinque ettari. L’area, secondo Viviani, dovrà rispettare lo stato dei luoghi e gli obiettivi di adattamento climatico. Il progetto dovrebbe inoltre salvaguardare le esperienze degli orti urbani, trasformandole in un patrimonio accessibile alla collettività attraverso una gestione pubblica e regolamentata.

Per definire nel dettaglio gli interventi sarà necessario un piano attuativo, accompagnato da una convenzione con il privato. Tra gli obiettivi indicati dall’assessora figurano la cessione al Comune della superficie prevista, la tutela del verde di pregio, l’incremento della biodiversità, la creazione di funzioni di rifugio climatico e l’accessibilità universale.

La convenzione dovrebbe includere orti urbani gestiti nel rispetto delle regole e garantire la libera fruizione dell’area in condizioni di sicurezza. Viviani cita anche la possibilità di realizzare percorsi didattici da concordare con le scuole livornesi. Il procedimento comprenderà una fase di partecipazione pubblica; in seguito il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere e votare il piano e la convenzione. I cittadini potranno presentare osservazioni, alle quali dovrà essere data una risposta individuale prima dell’approvazione definitiva.

L’assessora respinge l’ipotesi di una trasformazione dell’intera area attraverso grandi cantieri e annuncia la volontà di aprirla fin da subito, mentre saranno realizzati tre micro-cantieri. Nella sua ricostruzione non ci saranno ruspe distribuite senza controllo e gli interventi dovrebbero consentire attività di educazione ambientale e occasioni di socialità anche durante la fase progettuale.

Il Comune dichiara di poter garantire la sicurezza delle persone e la tutela del verde esistente. La sistemazione avrebbe carattere naturalistico e comprenderebbe spazi per l’agricoltura urbana. In conclusione, Viviani ha ribadito la disponibilità a coinvolgere scuole e associazioni nella costruzione delle attività educative, pur escludendo la necessità di elaborare un progetto completamente nuovo. L’obiettivo è superare lo scambio di email e avviare un confronto diretto sul futuro degli orti.