Verde urbano

Via Goito, Ceraolo chiede di spostare l’edificabilità

La proposta punta a conservare il verde usando terreni già dotati di servizi

Via Goito, Ceraolo chiede di spostare l’edificabilità

Giovanni Ceraolo, rappresentante di Asia-Usb e degli Orti Urbani, è intervenuto sulla vicenda dell’area di via Goito, dopo l’assegnazione del terreno, le dichiarazioni dell’impresa aggiudicataria e gli interventi del sindaco Luca Salvetti e dell’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani. Il Tribunale ha indicato l’area come occupata senza titolo, ma secondo Ceraolo la mobilitazione non nasce dalla volontà di difendere l’uso dei singoli orti.

Il rappresentante ricorda che la protesta va avanti da 14 anni e sostiene che il tema centrale sia la tutela del territorio. Il comitato, spiega, contesta soprattutto la possibilità di una nuova edificazione in una zona rimasta libera e non cementificata. La natura pubblica o privata dell’eventuale intervento, in questa fase, sarebbe quindi secondaria rispetto alla necessità di evitare ulteriore consumo di suolo.

La richiesta sul consumo di suolo

Ceraolo sostiene che anche il proprietario di un terreno privato debba rispettare le norme e le scelte urbanistiche. Nel caso di via Goito, attribuisce al Comune un ruolo decisivo: l’eventuale costruzione sarebbe possibile perché prevista dal piano operativo approvato dall’amministrazione. Il rappresentante degli Orti Urbani ricorda di aver contestato, nel corso degli anni, le scelte delle amministrazioni Cosimi, Nogarin e Salvetti.

Secondo Ceraolo, gli indici edificatori non sono immutabili e la stessa area avrebbe potuto essere dichiarata non edificabile. Nel suo intervento richiama inoltre la riduzione della superficie destinata alla costruzione, citando il dato dell’1,82 per cento. La richiesta è di trasferire quella capacità edificatoria in terreni già urbanizzati, degradati o da bonificare, così da mantenere l’intervento previsto senza occupare una nuova area verde.

Presidio e possibile sgombero

Un altro punto riguarda la riconsegna dell’area, che dovrà essere liberata nell’ambito della procedura collegata all’assegnazione. Ceraolo assicura che la mobilitazione continuerà in modo pacifico e annuncia una manifestazione per sabato 5. Il comitato, aggiunge, continuerà a presidiare lo spazio, considerato aperto e frequentato negli anni anche da studenti e insegnanti delle scuole vicine.

Nel distinguere le responsabilità del Tribunale da quelle dell’amministrazione, Ceraolo afferma che solo il Comune potrebbe trovare una soluzione politica alla vicenda. La richiesta è di avviare un confronto diretto con l’impresa aggiudicataria per individuare un’altra area già urbanizzata e trasferire lì l’intervento. Il rappresentante avverte inoltre che un eventuale sgombero avrebbe conseguenze politiche per l’amministrazione guidata da Salvetti.

Ceraolo respinge infine l’ipotesi che il comitato possa acquistare il terreno, per una cifra indicata in circa un milione e 200mila euro. Asia-Usb e gli Orti Urbani, spiega, sono composti da residenti, anziani, disoccupati e lavoratori, non da imprenditori. Nega anche che la mobilitazione difenda interessi privati: gli orti sarebbero assegnati a rotazione e gli utilizzatori cambierebbero nel tempo.

La vicenda viene presentata come una questione cittadina e politica, non limitata ai singoli appezzamenti. Ceraolo ricorda il sostegno del comitato ad altre mobilitazioni contro interventi ritenuti impattanti, citando l’area di via Bandi e l’iniziativa nella zona di Bosco Spaggiari, a Reggio Emilia. Il gruppo, conclude, intende esprimere solidarietà anche ad altri cittadini che dovessero opporsi a nuovi progetti di cementificazione.