Asia Usb ha manifestato davanti al municipio di Livorno per portare all’attenzione dell’amministrazione comunale la situazione delle famiglie che abitano nello stabile di via Giolitti. Al centro dell’iniziativa ci sono gli importi richiesti per gli alloggi e i criteri con cui sono stati determinati, oltre alle garanzie previste per gli attuali residenti.
L’organizzazione sindacale contesta il modello applicato nell’immobile e chiede chiarezza sul significato di housing sociale. Secondo quanto riferito durante la protesta, alcune famiglie pagherebbero canoni mensili fino a 700 euro, cifre che, nella valutazione di Asia Usb, sarebbero più vicine ai prezzi del mercato privato che a un intervento destinato a sostenere nuclei con difficoltà economiche.
La contestazione sugli affitti
Asia Usb ricorda che gli inquilini hanno partecipato a un bando pubblico e hanno dovuto dimostrare il possesso di specifici requisiti. Per il sindacato, questa procedura avrebbe dovuto tradursi in condizioni realmente accessibili. L’entità degli affitti alimenta invece i dubbi sull’effettiva natura sociale dell’operazione e sulla coerenza tra i costi applicati e la finalità dichiarata.
L’organizzazione chiede quindi di conoscere i criteri utilizzati per stabilire le tariffe e propone un confronto con il Comune per esaminare le tabelle adottate. La richiesta è quella di verificare i costi sostenuti dalle famiglie e di valutare eventuali correttivi, con l’obiettivo di rendere gli importi compatibili con le condizioni economiche degli assegnatari.
Le garanzie oltre il 2035
Un secondo elemento sollevato durante la manifestazione riguarda la scadenza della convenzione nel 2035. Secondo quanto riferito da Asia Usb, l’accordo tra il Comune e il soggetto proprietario terminerà in quell’anno. Il sindacato vuole sapere in anticipo che cosa accadrà agli attuali residenti e quali tutele saranno previste per le famiglie una volta conclusa la convenzione.
Asia Usb riconosce al Comune di aver contribuito a evitare la vendita all’asta degli appartamenti di via Giolitti, ma considera ancora irrisolto il problema dell’accessibilità degli alloggi. L’organizzazione distingue tra edilizia privata e immobili realizzati su aree pubbliche con risorse pubbliche, chiedendo maggiore trasparenza nella gestione del patrimonio.
Durante l’intervento sono stati citati anche altri immobili destinati, secondo il sindacato, a progetti di housing sociale. Asia Usb teme che il modello possa essere esteso senza assicurare canoni adeguati alle disponibilità economiche delle famiglie. Per questo sollecita l’apertura di un tavolo pubblico con l’amministrazione, gli inquilini e le organizzazioni sindacali, per esaminare costi, convenzioni, criteri di assegnazione e prospettive future.
La posizione dell’organizzazione è che un progetto possa definirsi realmente sociale soltanto quando garantisce affitti sostenibili e tutele durature. Asia Usb ha dichiarato la propria disponibilità a presentare nuovamente i dati al Comune e a partecipare a un confronto finalizzato al ricalcolo delle tariffe e alla valutazione di possibili modifiche.