Consumo del suolo

Europa Verde chiede stop al cemento nelle aree verdi di Livorno

I portavoce Marzini e Volpi sollecitano il sindaco Salvetti a rivedere gli interventi previsti

Europa Verde chiede stop al cemento nelle aree verdi di Livorno

Europa Verde Livorno ha inviato una lettera aperta al sindaco Luca Salvetti per chiedere una revisione delle previsioni urbanistiche che interessano alcune aree della città. Al centro dell’iniziativa ci sono l’area verde di via Goito, gli orti occupati abusivamente da 14 anni e acquistati all’asta fallimentare del Tribunale dall’impresa Frangerini, oltre ad altri interventi indicati in via dei Sette Santi, via del Fagiano, via del Partigiano, via Zeme e via Roma.

I firmatari della lettera sono Lorena Marzini e Gabriele Volpi, co-portavoce di Europa Verde Livorno. Nel documento, il movimento collega la discussione sulle nuove edificazioni alla necessità di affrontare l’emergenza climatica e di tutelare il patrimonio arboreo e gli spazi non cementificati. La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è di fermare le nuove costruzioni e gli abbattimenti degli alberi, alla luce del mutato quadro climatico e normativo.

La richiesta sull’area di via Goito

Particolare attenzione viene riservata all’area degli orti di via Goito, dove sarebbero previsti due nuovi edifici. Secondo Marzini e Volpi, sulla zona insiste anche un vincolo di rischio idrogeologico che interesserebbe le costruzioni progettate nelle vicinanze. Per questo motivo, i due esponenti chiedono di sospendere gli interventi e di individuare alternative concrete.

Nella lettera viene inoltre ricordata la posizione assunta dall’amministrazione sul caso di viale Mameli, dove, secondo Europa Verde, il Comune avrebbe ascoltato i cittadini sul tema della tutela degli alberi, rivedendo le decisioni iniziali. Il movimento sollecita un analogo approccio anche per via Goito, nel rispetto delle norme richiamate nel documento.

Il riferimento alle norme sul verde urbano

Marzini e Volpi citano il Regolamento europeo 2024/1991, presentato nella lettera come il provvedimento che stabilisce l’obiettivo di azzerare la perdita netta di spazi verdi urbani tra il 2024 e il 2030, per poi avviarne l’incremento progressivo riducendo le superfici cementificate. Il testo richiama anche il Decreto legislativo 8 aprile 2026, n. 80, indicato come recepimento della normativa ed entrato in vigore in Italia il 12 maggio scorso.

La contestazione, secondo Europa Verde, non riguarda quindi soltanto via Goito. Gli esponenti del movimento inseriscono nello stesso quadro le previsioni edilizie nelle altre strade citate, sostenendo che i nuovi interventi inciderebbero sul verde esistente. La lettera si conclude con un appello al confronto e alla ricerca di soluzioni condivise, chiedendo all’amministrazione di tenere conto delle nuove condizioni ambientali e del quadro normativo richiamato.