Il Terminal Calata Orlando di Livorno passa sotto il controllo diretto dei Gruppi Fratelli Neri e Nova Marine Carriers. La maggioranza delle quote è stata acquisita dalla holding NR Investimenti, partecipata in misura paritetica dai due gruppi. La restante parte del capitale rimane alla famiglia di Roberto Alberti, storico agente marittimo livornese.
Il nuovo assetto societario
Con l’operazione escono dalla compagine del terminal i Gruppi Laviosa e Gragnani. Il nuovo assetto riunisce quindi un operatore terminalistico, una compagnia di navigazione specializzata nei traffici alla rinfusa e la famiglia Alberti, presente anche attraverso la società CIS. L’obiettivo indicato per l’operazione è il rilancio del TCO, attraverso una maggiore integrazione tra gestione del terminal, pianificazione dei trasporti e organizzazione dei carichi.
Il TCO è un terminal multipurpose situato sulla Calata Orlando, nell’area del porto commerciale di Livorno destinata ai traffici di merci alla rinfusa. La struttura dispone di una banchina lunga 450 metri e occupa una superficie complessiva di circa 32.000 metri quadrati, utilizzata per la movimentazione e il deposito di merci break bulk e rinfuse.
Investimenti e traffici movimentati
La nuova proprietà prevede un investimento destinato allo sviluppo dei traffici e all’incremento degli standard di efficienza. Il terminal movimenta circa 650mila tonnellate l’anno di silice e altre materie prime, destinate ad alimentare il ciclo produttivo degli impianti industriali di Solvay e Saint Gobain.
Il cambio di controllo arriva al 30esimo anno dalla nascita del TCO, costituito nell’ambito del processo di privatizzazione della gestione dei terminal portuali avviato nel 1986. La struttura era stata infatti tra le prime realtà coinvolte in quel percorso. Con l’uscita di Laviosa e Gragnani e l’ingresso della holding partecipata da Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, insieme alla famiglia Alberti, il terminal si prepara a una nuova fase societaria e industriale.
Il progetto punta ad ammodernare la struttura e a rafforzarne l’efficienza operativa. Nel nuovo assetto, i tre soggetti coinvolti vengono indicati come i riferimenti per gli investimenti e per lo sviluppo futuro del terminal livornese.