Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna sono state escluse dai 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA. La decisione del Governo Meloni è stata contestata dagli assessori all’istruzione delle quattro Regioni, secondo i quali il mancato accesso alle risorse sarebbe legato alla procedura adottata per il dimensionamento scolastico.
In una nota congiunta, Alessandra Nardini per la Toscana, Fabio Barcaioli per l’Umbria, Ilaria Portas per la Sardegna e Isabella Conti per l’Emilia-Romagna sostengono che le amministrazioni escluse non abbiano proceduto autonomamente al dimensionamento. La riorganizzazione della rete scolastica, spiegano, sarebbe stata comunque realizzata attraverso il commissariamento imposto dal Governo.
La contestazione delle Regioni
Per gli assessori, quindi, non ci sarebbero motivi amministrativi sufficienti a giustificare l’esclusione dai finanziamenti. Le scuole dei quattro territori, affermano, sono state dimensionate e devono ora affrontare gli effetti della riorganizzazione senza poter contare sulle risorse necessarie per le supplenze temporanee del personale ATA.
La nota accusa l’esecutivo di aver trasformato il finanziamento della scuola in uno strumento di pressione nei confronti delle Regioni che non si sarebbero allineate alle sue decisioni. Nel mirino finisce anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, al quale viene chiesto di chiarire per quale ragione l’assegnazione di una supplenza ATA debba dipendere dalla procedura con cui è stato attuato il dimensionamento scolastico.
La richiesta al ministero
Gli assessori sostengono che la scelta finisca per penalizzare non solo le amministrazioni regionali, ma soprattutto scuole, personale e comunità coinvolti nella gestione quotidiana del servizio pubblico. A loro giudizio, le risorse dovrebbero essere distribuite sulla base delle necessità degli istituti e non in relazione al comportamento politico delle amministrazioni.
Da qui la richiesta al Governo di cancellare immediatamente l’esclusione e di consentire l’accesso ai fondi anche a Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. La vicenda riguarda la copertura delle supplenze temporanee del personale ATA e si inserisce nel confronto tra l’esecutivo e le Regioni sulla gestione del dimensionamento della rete scolastica.