Simone Bezzini e Antonio Mazzeo, esponenti del Partito democratico in Consiglio regionale, contestano la sospensione per un anno del bollo auto annunciata dal Governo Meloni. Secondo i due consiglieri, la misura rischia di trasferire sulle Regioni il costo del mancato gettito, con possibili conseguenze sui servizi destinati ai cittadini.
La presa di posizione è stata diffusa da Livorno il 18 settembre 2026. Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Mazzeo, consigliere regionale e vicepresidente dell’assemblea, chiedono che l’eventuale riduzione o sospensione del tributo sia accompagnata da una copertura finanziaria adeguata e strutturale. L’obiettivo, spiegano, dovrebbe essere compensare integralmente le risorse che oggi confluiscono nei bilanci regionali.
Il nodo delle risorse
Nel loro intervento, i due rappresentanti del Pd sostengono che, in assenza di compensazioni, il beneficio per gli automobilisti potrebbe tradursi in una riduzione delle disponibilità per settori come sanità, sociale, istruzione e trasporto pubblico. Il timore espresso è che il mancato gettito venga assorbito dalle Regioni, spostando il peso economico della misura sui servizi rivolti alla popolazione.
Bezzini e Mazzeo chiedono inoltre al Governo di intervenire sul prezzo dei carburanti e di destinare maggiori risorse alla sanità pubblica. Nel testo ricordano la richiesta, avanzata dal Pd, di portare il finanziamento del servizio sanitario nazionale al 7,5 per cento del Pil, sostenendo che su questo fronte non siano state individuate risorse sufficienti.
Le critiche al Governo
Per i due consiglieri, l’annuncio sul bollo auto non risolverebbe le difficoltà economiche delle famiglie se non fosse accompagnato da interventi più ampi su salari, bollette e carburanti. Nel loro giudizio, si tratterebbe di un sostegno temporaneo, mentre le spese che gravano sui bilanci familiari avrebbero registrato aumenti più significativi.
Bezzini e Mazzeo definiscono infine il provvedimento una scelta di natura elettorale e accusano il Governo di non aver affrontato in modo strutturale il tema del potere d’acquisto. Le loro valutazioni riguardano quindi sia la sostenibilità finanziaria della sospensione, sia le priorità della politica economica nazionale, con particolare attenzione alle ricadute sulle competenze e sui conti delle Regioni.