Il Comitato Orti Urbani di via Goito prende posizione sul danneggiamento del vetro dell’automobile della figlia dell’imprenditore Frangerini e respinge ogni ipotesi di collegamento tra l’episodio e la mobilitazione per la tutela dell’area verde. La presa di posizione è stata diffusa a Livorno il 25 settembre 2026, dopo che alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia accompagnandola, secondo il Comitato, con dichiarazioni e ricostruzioni ritenute in grado di alimentare dubbi sulla possibile relazione tra i due fatti.
In una nota, il gruppo afferma di voler essere chiaro e diffida chiunque dal proseguire, direttamente o indirettamente, con insinuazioni che possano associare la sua attività a episodi di danneggiamento, intimidazione o violenza. Il Comitato definisce la propria iniziativa una battaglia pubblica, trasparente e pacifica, portata avanti negli anni attraverso strumenti di partecipazione democratica.
La mobilitazione per l’area verde
Tra le attività citate ci sono assemblee, manifestazioni, presidi, iniziative pubbliche, interlocuzioni con le istituzioni e altre forme di confronto. L’obiettivo dichiarato resta la difesa dell’Oasi urbana di via Goito, area verde che il Comitato considera di fondamentale valore ambientale per la città. La mobilitazione, si legge nella nota, avrebbe coinvolto e continuerebbe a coinvolgere migliaia di cittadini.
Il gruppo precisa inoltre che nessuna persona che ne faccia parte, né chiunque agisca in suo nome, avrebbe mai avuto o avrebbe intenzione di avere a che fare con atti di danneggiamento o intimidazione. Quanto accaduto all’auto della familiare dell’imprenditore viene descritto come un episodio del quale il Comitato sostiene di non conoscere autori, dinamica e motivazioni.
La richiesta di elementi concreti
Da qui la richiesta rivolta a chiunque disponga di informazioni: eventuali elementi che dimostrino un collegamento con la mobilitazione dovrebbero essere resi pubblici e sottoposti alle autorità competenti. In assenza di riscontri, il Comitato chiede di evitare accostamenti e insinuazioni che considera privi di fondamento.
Secondo l’organizzazione, il rischio sarebbe quello di utilizzare un episodio estraneo alla vertenza per spostare il piano del confronto: dalla salvaguardia dell’area verde alla criminalizzazione della mobilitazione. La posizione annunciata resta quindi invariata: continuare a sostenere la difesa dell’Oasi urbana di via Goito attraverso gli strumenti della democrazia, della partecipazione e del confronto pubblico.