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Carburanti agricoli, il taglio del 20% non basta

Cinzia Pagni: sollievo temporaneo, servono interventi strutturali per aziende rurali e nuclei familiari.

Carburanti agricoli, il taglio del 20% non basta

La riduzione del 20% dei prezzi dei carburanti destinati all’agricoltura e alla pesca è un intervento positivo, ma non sufficiente ad affrontare il peso del caro-prezzi. È la posizione espressa da Cinzia Pagni, presidente della Cia Etruria, dopo l’annuncio della misura da parte di Eni.

Il giudizio della Cia Etruria

Per la Confederazione degli agricoltori Etruria, il provvedimento rappresenta un primo passo importante per sostenere le imprese che utilizzano carburante nelle attività produttive. La riduzione, secondo l’organizzazione, può offrire un sollievo immediato in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi.

Pagni auspica che anche gli altri operatori del settore seguano la strada indicata da Eni, applicando interventi analoghi sui prezzi dei carburanti. La presidente sottolinea però che la misura non può essere considerata risolutiva per una crisi che continua a incidere in modo significativo sulle aziende agricole.

La richiesta di interventi strutturali

La Cia Etruria considera infatti il taglio annunciato una soluzione temporanea. Secondo l’organizzazione, occorrono misure più incisive e durature per contenere anche gli altri costi che gravano sulle attività di produzione e sui bilanci delle famiglie.

Il tema riguarda in particolare la sostenibilità economica delle imprese agricole, già esposte all’aumento delle spese necessarie per mantenere operative le attività. Per questo la Confederazione chiede che alla riduzione dei carburanti si affianchino interventi strutturali sul caro-prezzi, capaci di incidere sull’insieme dei costi produttivi.