Atto formale

Esposto della Lega su tre presunti luoghi di culto a Livorno

Nel mirino edifici di via dell’Angiolo, via della Pina d’Oro e piazza Garibaldi: chiesti sopralluoghi e accertamenti

Esposto della Lega su tre presunti luoghi di culto a Livorno

Un esposto è stato presentato al Prefetto, al Questore, al sindaco e agli uffici comunali competenti per chiedere verifiche su tre immobili di Livorno, indicati come possibili luoghi di culto islamico. A firmarlo sono le europarlamentari della Lega Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Annamaria Cisint, insieme a Carlo Ghiozzi, capogruppo del partito in Consiglio comunale e segretario provinciale.

La segnalazione riguarda gli edifici di via dell’Angiolo 40, via della Pina d’Oro 26 e piazza Garibaldi 27. I firmatari chiedono di accertare l’effettivo utilizzo dei locali, la compatibilità con il Piano Operativo comunale, la corretta destinazione d’uso e il rispetto delle norme edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza.

La richiesta di sopralluoghi

L’iniziativa arriva dopo la bocciatura in Consiglio comunale di una mozione della Lega sui presunti luoghi di culto abusivi. Secondo quanto riferito dai promotori, durante il dibattito l’assessore Silvia Viviani avrebbe sostenuto che, in assenza di esposti formali, non fosse possibile procedere con i controlli. La Lega ritiene ora che, con la presentazione dell’atto, l’amministrazione debba avviare le verifiche richieste.

I firmatari precisano che l’iniziativa, a loro avviso, non sarebbe rivolta contro una religione. Nel documento viene richiamato l’articolo 19 della Costituzione sulla libertà religiosa, insieme alla necessità che tale diritto venga esercitato nel rispetto delle norme. La contestazione riguarda in particolare l’eventuale utilizzo stabile di locali formalmente destinati ad altre attività come spazi per la preghiera collettiva, senza le autorizzazioni previste.

Nell’esposto vengono citate anche alcune pronunce del Consiglio di Stato relative al caso di Monfalcone, sul rapporto tra libertà di culto e destinazioni urbanistiche. La Lega richiama inoltre l’articolo 8 della Costituzione e chiede un confronto istituzionale sul rispetto delle libertà individuali. Nel testo sono menzionati anche episodi riportati dalla stampa, tra cui la vicenda di una dodicenne che sarebbe stata minacciata per il modo di vestire e le successive intimidazioni denunciate dal padre. Gli eventuali collegamenti tra persone, associazioni e luoghi di aggregazione dovranno, secondo i firmatari, essere verificati dalla magistratura.

Attesa per le verifiche

La richiesta è di effettuare sopralluoghi nei tre immobili, preferibilmente nei giorni e negli orari in cui possa essere riscontrato l’eventuale uso dei locali per attività religiose collettive. Qualora fossero accertate violazioni, i promotori chiedono l’adozione dei provvedimenti previsti dalla legge, compresa, nei casi consentiti, la cessazione dell’utilizzo non conforme.

Ceccardi, Sardone, Cisint e Ghiozzi hanno inoltre contestato alcune dichiarazioni e iniziative del sindaco, accusandolo di aver minimizzato la questione e di aver fatto riferimento alla vicenda con ironia. L’amministrazione comunale non viene chiamata a esprimere soltanto valutazioni politiche, ma a verificare concretamente la regolarità degli immobili attraverso gli uffici competenti.

La Lega annuncia infine la presentazione, tra un mese, di un’interpellanza in Consiglio comunale per conoscere gli esiti dell’esposto, i controlli effettuati e gli eventuali provvedimenti adottati. Al centro della richiesta restano la verifica delle destinazioni d’uso e il rispetto delle norme, senza mettere in discussione, sostengono i firmatari, la libertà religiosa garantita dalla Costituzione.