Portoferraio è il punto di partenza della prima iniziativa itinerante organizzata per richiamare l’attenzione sulla violenza giovanile e sulle conseguenze che può provocare nelle vittime e nelle loro famiglie. Il progetto, promosso dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS, è stato presentato il 16 ottobre nel capoluogo dell’Isola d’Elba, alla presenza del sindaco Tiziano Nocentini e dei rappresentanti della fondazione.
L’iniziativa nasce dalle storie di persone colpite da aggressioni improvvise e apparentemente legate a motivi banali. Paolo Sarullo fu raggiunto da un pugno nella notte del 19 maggio 2024. Dopo 50 ore di interventi chirurgici al cervello, otto mesi di coma e un anno in stato vegetativo, è riuscito a tornare alla vita.
Tra le vicende ricordate c’è anche quella di Abanoub Youssef, conosciuto come Aba, accoltellato da un compagno di scuola il 16 gennaio 2026 per la fotografia di una ragazza. Il giovane è morto in ospedale. Davide Simone Cavallo, aggredito da cinque giovani il 12 ottobre 2025 per 50 euro, è rimasto paraplegico a causa delle gravi lesioni riportate al midollo spinale.
Le storie al centro del cammino
Nel bilancio delle vittime citate durante la presentazione figura anche Giacomo Buongiorni, morto il 12 aprile 2026 davanti agli occhi del figlio per le gravi lesioni riportate mentre tentava di fermare alcuni teppisti. Sono episodi diversi, accomunati dalla rapidità con cui una lite o un’aggressione possono interrompere esistenze e segnare profondamente interi nuclei familiari.
La risposta individuata dalla fondazione è un cammino attraverso l’Italia, pensato per trasformare il dolore in un impegno pubblico contro la violenza. Il programma prevede 15 tappe e un totale di 550 chilometri a piedi. La partenza è fissata per il 25 ottobre dall’Isola d’Elba, mentre l’arrivo è previsto a Milano l’8 novembre, con un passaggio da Albenga.
La presentazione a Portoferraio
Durante l’incontro, il sindaco Tiziano Nocentini ha espresso soddisfazione per il fatto che il percorso prenda avvio dal territorio elbano. I rappresentanti della Fondazione Uniti per Paolo ETS hanno ringraziato il primo cittadino e l’amministrazione comunale di Portoferraio per il sostegno all’iniziativa.
Il progetto affida quindi a un percorso nazionale il compito di mantenere alta l’attenzione sulle aggressioni giovanili, attraverso la testimonianza diretta delle persone coinvolte e dei loro familiari. L’obiettivo dichiarato è collegare i diversi luoghi attraversati dal cammino e riportare al centro il valore della prevenzione e della responsabilità.