Scontro politico

Livorno, Palumbo replica sul doppio incarico nelle partecipate

Il consigliere di FdI contesta le spiegazioni della giunta e richiama norme, compensi e indipendenza degli organi di controllo.

Livorno, Palumbo replica sul doppio incarico nelle partecipate

Prosegue a Livorno il confronto politico sulle nomine nelle società partecipate e sugli incarichi di controllo negli enti collegati al Comune. Al centro della discussione c’è la posizione del commercialista Claudio Puccetti, che ha ricoperto l’incarico di revisore dei conti della Fondazione LEM e quello di amministratore unico di Farma.Li., società partecipata e in-house.

A sollevare la questione è stato Alessandro Palumbo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio e Patrimonio. Palumbo ha contestato la compatibilità tra i due ruoli, definendola una situazione di grave inopportunità, e ha chiesto al sindaco Luca Salvetti di sollecitare le dimissioni di Puccetti dall’incarico di revisore della Fondazione.

Il confronto sulle nomine

Alle accuse hanno risposto il sindaco Salvetti e l’assessora alle Partecipate Viola Ferroni, contestando le ricostruzioni del consigliere sia sul piano normativo sia su quello amministrativo. Gli esponenti della giunta hanno precisato che Puccetti avrebbe concluso da oltre quattro mesi il mandato alla Fondazione LEM e che al suo posto sarebbe già operativo un nuovo revisore.

Nella replica, Palumbo sostiene però che le spiegazioni fornite siano evasive e che non affrontino il tema dell’opportunità politica del doppio ruolo. Secondo il consigliere, l’ultimo documento consultabile nella sezione Amministrazione Trasparente della Fondazione LEM indicava un incarico di revisore con scadenza a dicembre 2028. Palumbo afferma che il documento sarebbe stato successivamente rimosso e annuncia la richiesta del verbale dell’assemblea, con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi sulla sostituzione.

Il consigliere richiama inoltre, oltre all’articolo 2399 del Codice civile citato nel confronto, le disposizioni del TUEL, le indicazioni dell’ANAC e il Codice del Terzo settore. A suo giudizio, tali norme mirano a tutelare l’indipendenza dei revisori delle fondazioni costituite e controllate da enti pubblici, evitando possibili condizionamenti derivanti da altri rapporti con soggetti sottoposti a controllo o collegati all’amministrazione.

Compensi e rilievi deontologici

Palumbo respinge anche l’accusa di aver mancato di rispetto alla categoria dei revisori. Il consigliere concentra l’attenzione sui compensi indicati per i due incarichi: 4.500 euro per il ruolo di revisore della Fondazione LEM e 15.000 euro per quello di amministratore unico di Farma.Li. La sovrapposizione, sostiene, sarebbe proseguita per quasi due anni e renderebbe problematico il rapporto tra controllore e controllato, considerato che entrambe le posizioni riguarderebbero risorse pubbliche e nomine riconducibili all’ente.

Nella parte conclusiva della sua presa di posizione, il consigliere richiama anche il Codice etico della professione e le relative linee guida, prospettando una possibile incompatibilità sul piano deontologico. Palumbo precisa che la valutazione spetterebbe agli organismi professionali competenti, citando anche il Consiglio di disciplina, nel quale risulterebbe componente l’ex revisore della Fondazione LEM.

La vicenda resta quindi inserita nel più ampio confronto sulle modalità di selezione e gestione degli incarichi nelle partecipate del Comune di Livorno. Palumbo conclude ribadendo che continuerà a occuparsi delle situazioni che, a suo giudizio, pongono questioni di etica pubblica e di opportunità nelle scelte amministrative.