Scontro politico

Tenerini contesta a Livorno i corsi di arabo per le forze dell’ordine

Rappresentante locale azzurra domanda dettagli su insegnanti, programma didattico e partecipazione municipale

Tenerini contesta a Livorno i corsi di arabo per le forze dell’ordine

Chiara Tenerini, segretaria provinciale di Forza Italia a Livorno, contesta l’iniziativa dei corsi di lingua araba rivolti agli appartenenti alle forze dell’ordine e chiede chiarimenti sul progetto. La posizione è stata espressa in una nota diffusa il 24 ottobre 2026, nella quale l’esponente azzurra critica anche l’ipotesi che il percorso possa diventare un modello da estendere a livello nazionale.

Tenerini precisa di non mettere in discussione né la possibilità di frequentare volontariamente un corso di lingua straniera né l’utilità della conoscenza degli idiomi nelle attività operative. Secondo la dirigente di Forza Italia, il punto centrale riguarda invece il modo in cui viene interpretato il concetto di integrazione. A suo giudizio, chi sceglie di vivere in Italia dovrebbe imparare la lingua, conoscere la cultura, rispettare le leggi e condividere i principi fondamentali della convivenza civile.

Le critiche al progetto

Nella nota, Tenerini sostiene che le istituzioni non dovrebbero modificarsi continuamente per adattarsi alle singole identità culturali. L’esponente parla del rischio di confondere il rispetto delle differenze con una rinuncia alla centralità dei principi italiani, richiamando tra questi la democrazia liberale, le libertà individuali, l’uguaglianza tra donne e uomini e la laicità delle istituzioni.

La segretaria provinciale di Forza Italia solleva inoltre una questione sulla scelta dell’arabo. Chiede quali esigenze operative abbiano determinato l’attivazione del corso e perché non siano state considerate anche altre lingue parlate dalle comunità straniere, come l’ucraino o il cinese. A suo avviso, senza una valutazione concreta, il progetto potrebbe attribuire un’attenzione particolare a una sola comunità e produrre una disparità nei confronti delle altre.

Tenerini manifesta rispetto per le organizzazioni sindacali coinvolte e per la loro funzione di tutela del personale in divisa, ma domanda se questa iniziativa rappresenti una priorità rispetto alle necessità di formazione professionale, sicurezza, organizzazione e protezione degli operatori. Nel mirino finisce anche il Comune di Livorno, chiamato a chiarire quale ruolo abbia avuto nella definizione o nel sostegno del percorso.

Le richieste di chiarimento

Tra le domande poste dalla rappresentante di Forza Italia figurano l’identità dei docenti, le loro competenze, i criteri utilizzati per stabilire i contenuti e il coinvolgimento effettivo dell’amministrazione comunale. Tenerini richiama inoltre le dichiarazioni del prefetto Giancarlo Dionisi, che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe preso le distanze dall’iniziativa precisando l’assenza di un avallo da parte della Prefettura e del Ministero dell’Interno.

La posizione si conclude con la richiesta di un modello di integrazione fondato, nelle parole di Tenerini, sul riconoscimento dei diritti e sull’assunzione dei doveri. L’esponente sostiene che l’inclusione debba prevedere la conoscenza della lingua, il rispetto delle regole e la condivisione dei valori costituzionali, senza trasformare le istituzioni italiane nel soggetto chiamato ad adattarsi alle diverse identità culturali.