Scuola pubblica

A Livorno la CGIL sostiene le occupazioni degli studenti

Sindacato: investimenti e democrazia al centro delle richieste

A Livorno la CGIL sostiene le occupazioni degli studenti

La CGIL di Livorno e la FLC CGIL hanno espresso solidarietà agli studenti impegnati nelle proteste e nelle occupazioni scolastiche. La Camera del Lavoro e la federazione dei lavoratori della conoscenza riconoscono nelle rivendicazioni delle ragazze e dei ragazzi temi che riguardano il futuro dell’istruzione pubblica e, più in generale, della società.

Investimenti e condizioni degli edifici

Al centro della presa di posizione ci sono le risorse destinate alla scuola e all’edilizia scolastica, messe a confronto con gli stanziamenti per il riarmo. Secondo le organizzazioni sindacali, i fondi previsti per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici non sarebbero sufficienti e rappresenterebbero il segnale di un abbandono strutturale da parte dello Stato.

La CGIL e la FLC CGIL contestano inoltre quella che definiscono una concezione autoritaria e gerarchica dell’istruzione. Nel documento diffuso a sostegno della mobilitazione chiedono una scuola aperta, inclusiva e democratica e criticano la precarietà del personale, la retorica del merito punitivo e l’ingresso delle forze armate o della filiera bellica nei percorsi formativi.

Le richieste del movimento

Tra i punti indicati dal sindacato figurano anche maggiori tutele per il sostegno, la continuità didattica e il riconoscimento del ruolo dell’intera comunità educante. La presa di posizione riguarda quindi sia le condizioni materiali degli istituti sia le scelte culturali e organizzative che, secondo le sigle, dovrebbero orientare il sistema scolastico.

«Le ragioni della protesta studentesca sono le nostre ragioni», affermano Veronica Virgili, segretaria generale della FLC CGIL Livorno, e Gianfranco Francese, segretario generale della CGIL Livorno. I due rappresentanti riconoscono il valore delle iniziative di mobilitazione e partecipazione democratica promosse dagli studenti del territorio.

Secondo il sindacato, il percorso di protesta si inserisce in una mobilitazione più ampia destinata a proseguire fino allo sciopero generale del 20 novembre, convocato in concomitanza con lo sciopero internazionale di giovani e studenti per la pace. «Continueremo a mobilitarci fino a quando non saremo ascoltati», concludono Virgili e Francese.