Verifiche locali

Livorno intensifica i controlli sulle guide turistiche abusive

Previsti importi da 3.000 a 12.000 euro per chi opera senza requisiti; il Comune illustra le procedure.

Livorno intensifica i controlli sulle guide turistiche abusive

Il Comune di Livorno e la Polizia Locale hanno avviato un’azione di verifica contro l’esercizio abusivo della professione di guida turistica. L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Comunale dall’assessore al Turismo Rocco Garufo, insieme a Marco Vaccai, commissario della Polizia Locale responsabile delle sezioni specializzate, e ai rappresentanti delle guide abilitate della città.

L’attività nasce in un contesto di aumento delle presenze turistiche, che secondo l’amministrazione può accompagnarsi anche a una crescita delle attività svolte senza i requisiti previsti. L’obiettivo è accertare il rispetto delle norme nazionali, tutelare i professionisti regolarmente abilitati e garantire ai visitatori servizi qualificati. Le guide Fabrizio Ottone e Francesca Sorrentino, intervenute alla presentazione, hanno riferito di aver notato negli ultimi anni un incremento delle persone che svolgerebbero visite guidate senza i titoli richiesti.

Come si verifica l’abilitazione

La legge 13 dicembre 2023, n. 190, ha introdotto una disciplina nazionale della professione e istituito l’Elenco nazionale delle guide turistiche. Per lavorare regolarmente è necessario aver superato l’esame previsto, rispettare gli obblighi di formazione continua ed essere iscritti all’elenco del Ministero del Turismo. Durante il servizio la guida deve esporre il tesserino di Guida Turistica Nazionale, dotato di QR code per verificare l’iscrizione.

La normativa stabilisce inoltre obblighi di trasparenza sui costi della prestazione e impone l’esibizione del tesserino su richiesta degli organi di controllo. Per chi opera in modo temporaneo sono previste procedure specifiche: occorre presentare un’istanza attraverso la Piattaforma delle Professioni Turistiche del Ministero del Turismo e ottenere un nulla osta valido dodici mesi. L’attività può essere svolta per un massimo di 60 giorni all’anno e non oltre 20 giorni consecutivi per ciascun periodo.

Sanzioni fino a 12mila euro

Chi esercita la professione senza essere iscritto all’elenco nazionale rischia una sanzione amministrativa da 3.000 a 12.000 euro. La stessa fascia si applica all’utilizzo indebito di tesserini o altri segni distintivi destinati a simulare la qualifica professionale. Sono previste multe da 5.000 a 15.000 euro per agenzie, tour operator e intermediari che si avvalgono di persone non iscritte all’elenco, anche tramite piattaforme digitali.

Le sanzioni riguardano anche altri comportamenti: la mancata esposizione o esibizione del tesserino da parte di una guida abilitata può comportare un importo da 500 a 1.500 euro, mentre i responsabili di istituti e luoghi della cultura che ostacolano l’accesso dei professionisti rischiano multe da 5.000 a 15.000 euro. Il Comune nel cui territorio viene accertata la violazione è competente per i controlli, l’irrogazione delle sanzioni e l’incameramento dei relativi proventi.

Il decreto ministeriale 26 giugno 2024, n. 88, attribuisce ai Comuni e alla Polizia Locale un ruolo operativo nella verifica dell’iscrizione all’elenco, anche attraverso la scansione del codice univoco associato al tesserino elettronico. Le guide abilitate chiedono infine una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sul valore di una professione che richiede studio, aggiornamento e conoscenza del patrimonio storico, culturale e artistico del territorio.