Un autovelox è stato distrutto con una carica esplosiva nella notte tra giovedì e venerdì, poco dopo l’una, in via Ginori a Cecina, nel Livornese. Il boato ha svegliato i residenti della zona e ha danneggiato in modo irreparabile l’apparecchio, collocato lungo la strada che collega il centro abitato alla frazione di Marina di Cecina.
Il dispositivo, dal valore indicato in circa 100mila euro, è stato trovato sventrato e delimitato con nastro bianco e rosso. La deflagrazione avrebbe potuto provocare conseguenze più gravi, soprattutto se in quel momento fossero transitati veicoli o persone nei pressi dell’impianto. L’azione, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, sarebbe stata preparata utilizzando una quantità di esplosivo sufficiente a distruggere un’apparecchiatura di grandi dimensioni.
Il boato nella notte
La sindaca Lia Burgalassi ha definito l’accaduto un fatto grave e inquietante. L’autovelox era stato installato in via Ginori dopo le richieste di numerosi cittadini, preoccupati per la velocità elevata con cui le auto percorrono il rettilineo. La strada è infatti considerata un punto particolarmente esposto al rischio di transiti troppo rapidi, anche per il collegamento con la zona di Marina di Cecina.
La prima cittadina ha rivolto un appello a chiunque possa avere informazioni sull’episodio, invitando a contattare le forze dell’ordine o il Comune. L’obiettivo dichiarato è consentire di individuare i responsabili e accertare le modalità con cui è stata organizzata l’azione. Sul posto restano i segni dell’esplosione e l’apparecchio, ormai inutilizzabile.
Il precedente stop dell’impianto
L’autovelox di via Ginori era rimasto spento per un lungo periodo, come accaduto a molti impianti in Italia dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva evidenziato la non validità degli apparecchi approvati ma non omologati. In seguito allo sblocco della situazione, il dispositivo era tornato operativo nel mese precedente all’episodio.
La sua presenza lungo via Ginori era stata richiesta direttamente dai cittadini, che chiedevano controlli in una zona dove, secondo le segnalazioni raccolte dal Comune, le automobili raggiungevano spesso velocità considerate pericolose. Ora l’apparecchio dovrà essere sostituito o ripristinato, mentre la vicenda ha riacceso il confronto sull’uso degli strumenti di rilevazione e sulla sicurezza della strada.