Caro energia

Protesta USB con letame davanti alla raffineria ENI di Stagno

Il sindacato ha fermato simbolicamente le pompe e annunciato nuove mobilitazioni contro rincari, stipendi e riarmo.

Protesta USB con letame davanti alla raffineria ENI di Stagno

USB Livorno ha portato sacchi di letame davanti alla raffineria ENI di Stagno, nel territorio di Collesalvetti, accompagnando l’iniziativa con un blocco simbolico delle pompe di benzina. L’azione, svolta il 24 settembre 2026, è stata organizzata per contestare l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio e il divario crescente tra il costo della vita e i salari.

La protesta è stata documentata in un video destinato ai social, nel quale si vedono i materiali scaricati davanti all’impianto. Il sindacato ha rilanciato lo slogan Adesso basta e ha sostenuto che il rincaro dei carburanti incida in modo particolare sulle lavoratrici e sui lavoratori, aumentando le spese per gli spostamenti, i trasporti e le attività quotidiane.

Le ragioni della mobilitazione

Nel comunicato diffuso a sostegno dell’iniziativa, USB ha confrontato la situazione attuale con quella del luglio 2008, quando il petrolio sfiorò i 150 dollari al barile e il gasolio costava circa 1,50 euro al litro. Secondo il sindacato, oggi il petrolio ha superato nuovamente i 100 dollari al barile, mentre benzina e gasolio avrebbero oltrepassato i 2,50 euro al litro.

L’organizzazione ha accusato le multinazionali dell’energia di continuare a realizzare profitti mentre milioni di persone affrontano con maggiore difficoltà le spese quotidiane. Nel documento vengono criticate anche le scelte economiche del Governo e il collegamento tra il caro vita, l’escalation militare e le risorse destinate al riarmo. USB sostiene che salari, pensioni e servizi pubblici ricevano finanziamenti insufficienti.

La sigla ha inoltre attribuito parte della stagnazione salariale agli aumenti contrattuali degli ultimi anni, giudicati non adeguati all’inflazione e alla crescita generale dei prezzi. Nel mirino è finita anche la cosiddetta moderazione salariale, che il sindacato collega a scelte condivise negli anni da CGIL, CISL, UIL e associazioni datoriali.

Le prossime iniziative

USB ha annunciato l’apertura dello stato di agitazione sindacale contro il caro vita e il caro carburanti. La sigla ha convocato anche una manifestazione per giovedì 1 ottobre, alle 17.30, davanti al deposito e al carico carburanti di Stagno, accanto all’ingresso della raffineria. L’invito è rivolto a lavoratrici e lavoratori, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la mobilitazione.

Nel quadro della campagna, il sindacato ha richiamato anche lo sciopero nazionale dei lavoratori portuali previsto per il 30 ottobre, con iniziative in diverse città contro la guerra e il riarmo. USB propone di collegare la contestazione sui carburanti alla protesta contro le spese militari, puntando a coinvolgere più categorie professionali.

La mobilitazione davanti alla raffineria ENI viene quindi presentata come una tappa di una campagna più ampia. Nel messaggio conclusivo, USB chiede di fermare quelli che definisce profitti sulla pelle dei lavoratori e riassume le proprie rivendicazioni nella richiesta di contrastare carovita, salari insufficienti, guerra e riarmo.