diritti animali

Il Partito Animalista chiede l’abolizione dell’uso di piccioni come richiami vivi

Il Partito Animalista Italiano chiede l'abolizione dell'uso di piccioni come richiami vivi.

Il dibattito sull’utilizzo dei piccioni come richiami vivi in un’area di via Fabio Filzi, alla periferia nord di Livorno, continua a suscitare polemiche. Dopo le segnalazioni emerse nei giorni scorsi, il Partito Animalista Italiano – Sezione Toscana ha preso posizione, chiedendo una modifica della normativa regionale e un incremento dei controlli sul territorio.

Secondo il movimento animalista, sebbene la detenzione e l’addestramento dei richiami vivi siano consentiti dalla normativa vigente, le modalità di detenzione potrebbero configurare ipotesi di maltrattamento. “Anche se la detenzione e l’addestramento dei richiami sono permessi dalle normative, il metodo e le condizioni di detenzione non possono violare le leggi contro il maltrattamento animale”, afferma il Partito Animalista, evidenziando che mantenere gli uccelli “legati a catene corte sotto il sole estivo, in condizioni di forte calore e senza acqua o cibo” potrebbe costituire violazioni degli articoli 544-ter e 727 del Codice Penale.

Richieste del Partito Animalista

Il movimento animalista inserisce la questione nel più ampio dibattito nazionale sul disegno di legge dedicato alla caccia, sostenendo che la disciplina attualmente in vigore in Toscana sui richiami vivi sia “troppo permissiva” e necessiti di modifiche. Il portavoce regionale, Michelle Odelin, definisce quanto segnalato “una barbaria silenziosa” e denuncia che alcuni volatili sarebbero lasciati per ore esposti al sole e successivamente custoditi in gabbia.

Odelin sottolinea che “queste non sono tradizioni venatorie, questo è un sistematico e brutale maltrattamento di animali”, aggiungendo che nessuna pratica venatoria dovrebbe giustificare sofferenze inutili. Il Partito Animalista ricorda che la giurisprudenza ha ribadito come l’utilizzo di animali in condizioni incompatibili con la loro natura possa integrare il reato di maltrattamento, e che la valutazione sui singoli casi spetta alle autorità competenti.

Tra le richieste avanzate figurano l’abolizione dell’impiego di animali vivi come richiami nell’attività venatoria in Toscana, l’intensificazione dei controlli da parte delle guardie zoofile, delle ASL e delle forze dell’ordine, e l’eventuale sequestro degli esemplari qualora si riscontrassero condizioni incompatibili con il loro benessere. L’associazione invita i cittadini a segnalare situazioni anomale e annuncia l’intenzione di monitorare la vicenda, pronta a presentare esposti alle Procure competenti se emergessero elementi rilevanti.

Attualmente, la posizione espressa dal Partito Animalista Italiano rimane quella ufficiale. Gli accertamenti sulle condizioni di detenzione degli animali e sulla sussistenza di violazioni della normativa vigente spettano agli organi di controllo e all’autorità giudiziaria.