Autotrasporto

A Livorno il caro gasolio riaccende lo scontro sui ristori

Ruote Libere denuncia ritardi negli aiuti; chiesti dati sulle domande per rimborsare la spesa sostenuta fra marzo e agosto.

A Livorno il caro gasolio riaccende lo scontro sui ristori

Da Livorno, Ruote Libere torna a contestare le misure adottate dal Governo contro il rincaro del carburante. L’associazione, che rappresenta imprese e operatori dell’autotrasporto, giudica ormai insostenibile il prezzo del gasolio e chiede risposte strutturali per una situazione che, secondo la categoria, coinvolge non soltanto camion e aziende di trasporto, ma anche agricoltura, pesca e trasporto pubblico.

«Camion, trattori, pescherecci e autobus dipendono dal gasolio per lavorare. Quando aumenta il carburante, aumenta il costo di tutto il resto», afferma Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere. L’associazione critica in particolare le promesse politiche sulle accise e gli interventi temporanei varati dall’esecutivo, definiti insufficienti rispetto alla durata e alla portata dell’aumento dei costi.

Ristori ancora da quantificare

La piattaforma per chiedere il ristoro della maggiore spesa sostenuta dagli autotrasportatori per il gasolio acquistato tra marzo e agosto si è chiusa nella serata del 21 settembre. Le risorse disponibili ammontano a 386,2 milioni di euro. Nel caso in cui le domande ammesse superino lo stanziamento, gli importi saranno ridotti proporzionalmente. Ruote Libere sottolinea però che le imprese non hanno ancora ricevuto i fondi e non sanno se l’importo richiesto sarà riconosciuto per intero.

Per l’associazione, il meccanismo crea una disparità nei tempi: gli autotrasportatori hanno anticipato il maggior costo del carburante, mentre lo Stato incassa subito accise e Iva al momento del rifornimento. Da qui la richiesta al Governo di rendere pubblici il numero delle domande presentate, il valore complessivo dei crediti richiesti e l’eventuale percentuale di riparto.

Il confronto con il Governo

Franchini chiede inoltre di riaprire il confronto con l’esecutivo e di verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti a Palazzo Chigi il 22 maggio. Ruote Libere sollecita anche la ricostituzione del Tavolo permanente dell’autotrasporto, ritenendo che il confronto istituzionale non debba limitarsi a gestire le emergenze dopo che si sono manifestate.

Secondo l’associazione, l’aumento del gasolio produce effetti sull’intera filiera: crescono i costi di produzione e distribuzione, aumentano le pressioni inflazionistiche e il maggiore esborso può trasferirsi dalle imprese alle famiglie. Franchini avverte inoltre che tariffe di mercato non adeguate ai costi reali possono favorire gasolio in nero, irregolarità e concorrenza sleale, mettendo a rischio soprattutto le aziende che rispettano le regole.

Ruote Libere considera quindi insufficienti gli sconti temporanei di cinque o dieci centesimi e chiede decisioni di lungo periodo sulle accise e sul sostegno al comparto. L’associazione sostiene che, senza interventi, le difficoltà del trasporto possano ripercuotersi sull’economia reale del Paese.