La Polizia di Stato di Livorno ha eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di trent’anni, ritenuto dalla Procura il presunto responsabile di due episodi a sfondo sessuale ai danni di altrettante giovani. I fatti sarebbero avvenuti in momenti distinti lungo il sentiero boschivo che conduce alla Cala del Leone, località balneare del litorale livornese.
Il primo episodio risale al 26 giugno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe tentato un approccio fisico con una giovane e le avrebbe rivolto frasi a contenuto sessuale, invitandola ad avere rapporti con lui anche senza il consenso della donna. La scena si sarebbe svolta alla presenza di un’amica della ragazza, che avrebbe assistito ai fatti.
Due episodi nella stessa zona
Un caso analogo sarebbe avvenuto il 27 luglio, ancora nella zona della Cala del Leone. In questa circostanza, la presunta vittima sarebbe stata una ragazza straniera, costretta a subire le attenzioni dell’uomo. Le due vicende, pur separate nel tempo, avrebbero avuto come elemento comune la stessa area e lo stesso presunto autore.
Gli accertamenti sono stati avviati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Livorno dopo gli interventi delle volanti e le denunce presentate dalle vittime. Gli investigatori hanno raccolto le dichiarazioni delle due giovani e quelle dei testimoni oculari, ricostruendo la dinamica degli episodi e acquisendo una descrizione del soggetto.
Il provvedimento cautelare
Gli elementi raccolti hanno consentito agli investigatori di delineare l’identikit del sospettato e di procedere al riconoscimento fotografico da parte delle persone informate sui fatti. L’uomo è indagato dalla Procura di Livorno per l’ipotesi di violenza sessuale, contestata in relazione a due distinti episodi e a due diverse vittime.
Su richiesta della Procura, il Gip del Tribunale di Livorno ha disposto gli arresti domiciliari, ritenendo concreto il pericolo di reiterazione del reato. La misura è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile nella mattina di sabato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nelle successive fasi giudiziarie.