La vicepresidente della Regione Toscana Bintou Mia Diop ha ricevuto a Roma il riconoscimento dedicato alle 60 persone under 30 considerate protagoniste dei cambiamenti in corso nel Paese. L’iniziativa è stata promossa da La Giovane Roma, Politica e L’Espresso.
Nel suo intervento, Diop ha sottolineato il ruolo delle nuove generazioni nella società contemporanea. Il riconoscimento, secondo la vicepresidente, non riguarda soltanto una prospettiva futura, ma valorizza il contributo che ragazze e ragazzi possono offrire già oggi attraverso competenze, idee, impegno e senso di responsabilità.
Il contrasto alle organizzazioni criminali
La rappresentante della Toscana ha scelto di dedicare il proprio discorso alla legalità e al contrasto delle mafie, richiamando la necessità di riportare il tema al centro del dibattito pubblico. Le organizzazioni criminali, ha osservato, non sono un fenomeno estraneo alla vita quotidiana, ma incidono sul tessuto economico e sociale del Paese.
Nel corso dell’intervento è stato citato anche il peso dell’economia sommersa e delle attività illegali, indicato in oltre 217 miliardi di euro, una cifra superiore al 10 per cento del prodotto interno lordo. Dietro questi numeri, ha evidenziato Diop, si trovano sfruttamento del lavoro, danni ambientali destinati a gravare sulle nuove generazioni, sistemi di sopraffazione e concorrenza sleale. A farne le spese sono anche le imprese che rispettano le regole e si trovano a competere in condizioni svantaggiose.
Le iniziative della Toscana
Secondo la vicepresidente, per contrastare il potere criminale è necessario fornire ai giovani strumenti e consapevolezza, ridurre le disuguaglianze e interrompere le dinamiche della sopraffazione. Tra gli obiettivi indicati c’è anche la restituzione alle comunità degli spazi sottratti alle mafie.
Diop ha quindi ricordato alcune iniziative portate avanti in Toscana, tra cui la restituzione alla collettività dei beni confiscati, gli investimenti nell’educazione alla legalità, il sostegno alla formazione e le attività dedicate alla memoria delle persone che hanno combattuto le mafie.
La vicepresidente ha definito il contrasto alle organizzazioni criminali una battaglia di libertà e giustizia sociale, ribadendo la volontà delle nuove generazioni di assumersi fin da subito responsabilità nelle decisioni pubbliche. Al termine, ha ringraziato i promotori del riconoscimento, interpretandolo non solo come un traguardo personale, ma anche come un riconoscimento al ruolo che i giovani possono svolgere nel presente.