Confcommercio Provincia di Livorno segnala le conseguenze del caro energia su imprese e famiglie. Da una parte, negozi, bar, ristoranti e alberghi devono sostenere bollette più elevate; dall’altra, l’aumento delle spese obbligate riduce la capacità di acquisto dei consumatori. Il fenomeno viene considerato particolarmente rilevante per un territorio nel quale commercio, pubblici esercizi e turismo hanno un peso significativo.
Secondo l’analisi nazionale citata dall’associazione, a settembre 2026 il prezzo dell’elettricità in Italia è cresciuto del 73,3% rispetto alla media del 2025 e del 271,1% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Sul mercato all’ingrosso, inoltre, le imprese italiane continuano a pagare l’elettricità più dei concorrenti europei.
Il peso sui conti delle attività
Per le aziende del terziario, l’energia è una voce difficilmente comprimibile: illuminazione, frigoriferi, cucine, climatizzazione e altre attrezzature sono indispensabili per lavorare. Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Livorno, evidenzia che l’aumento dei prezzi restringe i margini e può condizionare la capacità di investire, assumere e programmare.
La stima dell’associazione indica che nel secondo semestre del 2026 l’incremento dei consumi e dei prezzi potrebbe generare oltre un miliardo di euro di costi aggiuntivi per il comparto. La cifra comprende 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la grande distribuzione.
Famiglie e consumi sotto pressione
Confcommercio richiama anche le previsioni dell’Ufficio Studi per il 2027 nello scenario più sfavorevole. L’inflazione arriverebbe al 3,7%, mentre la crescita dei consumi scenderebbe dall’1% allo 0,5% e quella del prodotto interno lordo dallo 0,9% allo 0,6%.
In questo quadro, le famiglie ridurrebbero i consumi complessivi di circa 6,5 miliardi di euro, pari a 250 euro reali in meno per ciascun nucleo. Il peso delle spese obbligate, passato dal 37% dei consumi nel 1995 al 42,1% nel 2026, potrebbe aumentare ancora. Per le imprese, sostiene l’associazione, il problema si manifesta quindi due volte: attraverso la bolletta e attraverso la contrazione degli acquisti.
Confcommercio chiede interventi immediati per contenere il costo dell’energia e misure strutturali per sostenere le attività nel medio e lungo periodo. Tra le proposte figurano la riduzione degli oneri di sistema, incentivi per l’efficientamento energetico e una minore dipendenza dal gas. Secondo l’associazione, ridurre il divario energetico con gli altri Paesi europei è necessario per tutelare la competitività delle aziende e sostenere i consumi.