Ambiente costiero

La Toscana definisce nuovi criteri per i sedimenti marini

La delibera divide il litorale in cinque aree e introduce parametri ad hoc per cromo e nichel, con una fase tecnica prima dell’applicazione.

La Toscana definisce nuovi criteri per i sedimenti marini

La Giunta regionale della Toscana ha approvato la proposta metodologica sui valori chimici locali dei sedimenti marini presenti lungo il litorale regionale. Il provvedimento, presentato dall’assessore all’ambiente David Barontini, punta a rendere più precisa la valutazione dei materiali movimentati durante dragaggi, ripascimenti e interventi di difesa della costa.

La nuova metodologia consentirà, nei casi previsti dalla normativa, di utilizzare parametri elaborati sulla base delle caratteristiche naturali dei sedimenti toscani, evitando l’applicazione automatica dei soli valori nazionali. L’obiettivo è verificare con maggiore accuratezza la qualità dei materiali e favorirne il recupero e il riutilizzo negli interventi costieri quando le condizioni ambientali lo permettono.

Una banca dati per il litorale regionale

Il lavoro è stato sviluppato dalla Regione insieme a ISPRA, ARPAT e LaMMA, attraverso un accordo di collaborazione che ha portato alla costruzione di una banca dati regionale dei sedimenti. Alla definizione dei criteri hanno contribuito anche il CNR e l’Istituto superiore di sanità.

Il percorso si colloca nel quadro della normativa nazionale e tiene conto dell’aggiornamento introdotto dal decreto ministeriale 450 del 2025. Il provvedimento ha confermato la validità dei valori locali già individuati secondo i criteri precedenti, rendendo possibile il passaggio alla nuova disciplina regionale.

Cinque zone e nuovi parametri

La delibera suddivide il litorale toscano in cinque zone e stabilisce per ciascuna specifici valori di riferimento per la classificazione dei sedimenti. In alcune aree vengono inoltre fissati valori locali per cromo e nichel, in sostituzione di quelli nazionali, con un aggiornamento delle linee guida regionali.

Prima dell’entrata a regime è prevista una fase di verifica tecnica basata su simulazioni. Sarà inoltre aggiornato il software nazionale Sediqualsoft, così da consentire l’applicazione automatica dei nuovi criteri. Al termine di questo passaggio, i valori locali saranno utilizzati dagli uffici regionali nelle procedure di autorizzazione previste dalla normativa ambientale.

Secondo l’assessore Barontini, il provvedimento consente di collegare le conoscenze scientifiche sulle caratteristiche della costa alla possibilità di riutilizzare i sedimenti compatibili con gli interventi di ripascimento e di difesa. Il rappresentante della Regione ha sottolineato che l’uso dei nuovi parametri dovrà avvenire nel rispetto delle garanzie ambientali.

Il consigliere regionale Gianni Lorenzetti, presidente della Commissione ambiente regionale, ha definito la decisione un avvio di percorso per affrontare il problema dell’erosione. Nel suo intervento ha richiamato anche il lavoro svolto con le istituzioni del territorio attraverso il ROMCAV, la Rete operativa per la manutenzione della costa apuo-versiliese, precisando che saranno necessarie programmazione e risorse per trasformare il nuovo strumento in interventi concreti.

La Regione considera quindi i valori chimici locali un ulteriore supporto per la gestione del litorale e per le future opere di ripascimento. Il riutilizzo dei sedimenti giudicati compatibili potrà contribuire a ridurre gli sprechi di materiale e a rendere più sostenibili le attività di manutenzione della costa, senza sostituire le verifiche ambientali e le autorizzazioni previste dalla legge.