La questione degli alloggi destinati alla Polizia Penitenziaria è stata al centro di un incontro tra la Segreteria provinciale del Si.N.A.P.Pe. e il sindaco di Livorno Luca Salvetti. Il confronto è stato richiesto dal sindacato per affrontare le difficoltà legate all’accoglienza del personale in arrivo alla Casa Circondariale cittadina.
La delegazione sindacale era composta dal segretario provinciale Agostino Candia, dalla vice segretaria provinciale Serenella Santerini, dal segretario locale Francesco Ardovini e dal vice segretario locale Alfonso Libia. Secondo il Si.N.A.P.Pe., il primo cittadino ha convocato rapidamente l’incontro e ha manifestato disponibilità ad ascoltare le problematiche rappresentate e a valutare possibili soluzioni con le istituzioni del territorio.
Il nodo degli alloggi
La situazione, riferisce il sindacato, rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. La Casa Circondariale di Livorno si prepara infatti all’apertura del Padiglione D, prevista entro la fine dell’anno. L’attivazione della nuova struttura dovrebbe accompagnarsi a un aumento della popolazione detenuta e alla conseguente necessità di un consistente potenziamento dell’organico degli agenti penitenziari.
Il problema segnalato riguarda la capacità ricettiva del territorio, ritenuta insufficiente per ospitare il personale che sarà destinato a Livorno. La palazzina per gli alloggi risulta ancora chiusa perché inagibile. Nella casermetta degli agenti, invece, è stato ristrutturato il terzo piano, mentre devono ancora essere completati i lavori ai primi due livelli.
Le ipotesi sul tavolo
Durante il confronto è stata avanzata l’ipotesi di verificare, anche attraverso il Vescovado e le realtà a esso collegate, la disponibilità di strutture e posti letto. Tra le possibilità indicate figura anche il ricorso a forme di ospitalità a pagamento, da valutare in base alle strutture reperibili e alle esigenze del personale.
Il sindaco ha inoltre manifestato l’intenzione di interessare formalmente il Prefetto di Livorno, chiedendo la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il tema potrebbe così essere affrontato nella sede istituzionale competente, con il coinvolgimento degli organismi chiamati a valutare le esigenze della Casa Circondariale e le possibili risposte sul piano abitativo.