Tre incidenti in poche ore, tra Parma e Potenza, hanno riacceso l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il bilancio indicato dalla Cgil comprende due lavoratori morti, di 51 e 60 anni, e un uomo di 34 anni rimasto gravemente ferito. A intervenire sono Giancarlo Pallini, coordinatore del Dipartimento Salute, Sicurezza e Ambiente della Cgil Livorno, e Stefano Santini, segretario generale della Filctem-Cgil Livorno.
In una lettera diffusa il 23 settembre 2026, i due rappresentanti sindacali citano i dati Inail relativi ai quasi quattro anni di governo Meloni. Secondo quanto riportato, le vittime di incidenti sul lavoro sono state 1.903, mentre nel confronto tra il 2023 e il 2026 i decessi sarebbero aumentati del 7,1%. Nello stesso periodo, le denunce di infortunio avrebbero registrato una crescita del 6,3%.
Il caso di Calenzano
La Cgil richiama anche la strage di Calenzano del 9 dicembre 2024, quando un’esplosione provocò la morte di cinque lavoratori e il ferimento di altri 27. Sei dei nove indagati hanno chiesto di patteggiare: per le accuse di omicidio colposo e disastro colposo è stata prospettata complessivamente una pena di 14 anni e sei mesi. Per Pallini e Santini, l’esito giudiziario non può però cancellare le conseguenze subite dalle famiglie, dai colleghi e dalle persone rimaste coinvolte.
Gli accertamenti tecnici, riferiscono i sindacalisti, avrebbero stabilito che l’esplosione era prevedibile ed evitabile. Al momento dell’incidente erano in corso lavori di manutenzione con l’impianto ancora attivo e in presenza di possibili fonti di innesco, all’interno di un’area con rischio di atmosfera esplosiva.
Appalti e controlli
Secondo la Cgil, il caso evidenzia criticità legate alla gestione degli appalti e dei subappalti, dove i tempi possono essere compressi e i controlli risultare insufficienti o frammentati. Il tema, sostengono Pallini e Santini, riguarda anche il territorio livornese, dove sono presenti impianti a rischio di incidente rilevante e dove la manutenzione affidata a imprese esterne rappresenta una pratica diffusa.
Tra le richieste avanzate figurano il rilancio dei tavoli sulla sicurezza e sulla valutazione dei rischi, con il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, oltre al rafforzamento degli organici di Asl e Ispettorato del lavoro. Il sindacato chiede inoltre un confronto specifico sul sistema degli appalti e delle commesse a cascata, per garantire condizioni uniformi a chi opera per l’azienda principale e per le imprese incaricate.
La posizione espressa nella lettera è che la riduzione degli incidenti richieda controlli, prevenzione, formazione e nuove assunzioni negli enti ispettivi. La Cgil Livorno annuncia quindi che continuerà a occuparsi del tema e invita lavoratrici, lavoratori e cittadini a sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla confederazione, dedicate alla sanità pubblica e agli appalti. Tra queste c’è il progetto denominato I diritti non si appaltano, che punta a superare la catena dei subappalti e a estendere le stesse tutele a tutti i lavoratori coinvolti.