Il disegno di legge di Bilancio 2027 propone un aggiornamento dei limiti fiscali per le auto utilizzate dagli agenti e rappresentanti di commercio. Per le vetture elettriche e ibride, il tetto di costo fiscalmente riconosciuto salirebbe da 25.822,84 a 35.000 euro, mentre la deducibilità aumenterebbe dall’80 al 90%. La misura deve ancora completare l’iter parlamentare e non è quindi definitiva.
La richiesta della categoria
La proposta arriva dopo l’incontro del 15 ottobre al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In quella sede, una delegazione delle principali associazioni di categoria ha consegnato al viceministro Maurizio Leo una lettera congiunta per chiedere l’adeguamento dei limiti di deducibilità, rimasti invariati per quasi trent’anni.
Secondo la relazione tecnica citata nel comunicato, l’aumento del tetto interesserebbe circa 156.000 veicoli. Per ora, tuttavia, l’intervento riguarda soltanto le auto elettriche e ibride, mentre resta aperta la questione relativa agli altri tipi di alimentazione. La categoria evidenzia che non tutti gli agenti possono scegliere oggi un veicolo a basse emissioni, a causa delle lunghe percorrenze, delle caratteristiche delle zone servite, della disponibilità delle infrastrutture e dei costi d’acquisto.
Gadi Polacco, presidente di Aliardica Fnaarc Confcom Livorno, considera la proposta un primo risultato per una categoria che utilizza l’automobile come strumento di lavoro. Gli agenti, sottolinea, percorrono ogni giorno centinaia di chilometri per incontrare i clienti, sviluppare rapporti commerciali e garantire alle imprese una presenza capillare sul territorio.
Il peso economico degli agenti
Polacco chiede che il provvedimento venga confermato durante il passaggio parlamentare e che il confronto prosegua per estendere l’aggiornamento normativo all’intera categoria. L’obiettivo indicato è accompagnare la transizione verso una mobilità più sostenibile con condizioni economiche e operative accessibili anche agli operatori che non possono ancora passare all’elettrico o all’ibrido.
In Italia operano circa 200.000 agenti di commercio, di cui 1.130 in provincia di Livorno. Il comunicato stima in 500 miliardi di euro il volume d’affari intermediato dalla categoria. Anche Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcom Livorno, considera la proposta un riconoscimento del ruolo degli agenti nel sostegno alle piccole e medie imprese. La riduzione del peso fiscale sui loro strumenti di lavoro, sostiene, potrebbe contribuire alla competitività delle aziende rappresentate. Per le associazioni, quello inserito nel disegno di legge resta comunque un primo passo, in attesa dell’esito dell’iter parlamentare.