Territorio conteso

Orti urbani, il comitato annuncia una difesa pacifica a Livorno

L’assemblea contesta le scelte comunali e chiede la salvaguardia integrale dei sei ettari di bosco e vegetazione spontanea.

Orti urbani, il comitato annuncia una difesa pacifica a Livorno

Il Comitato Orti Urbani di via Goito, insieme alle altre realtà impegnate nella tutela dell’Oasi Climatica, torna a prendere posizione sull’ipotesi di sgombero dell’area a Livorno. L’assemblea del comitato, riunita domenica, ha confermato all’unanimità le posizioni già espresse nei giorni scorsi, ritenendo necessario chiarire alcuni passaggi che, secondo i promotori, sarebbero stati interpretati in modo non corretto.

Le responsabilità attribuite al Comune

Nel documento diffuso dal comitato, le responsabilità amministrative e politiche delle scelte che prevedono l’edificazione su suolo vergine vengono attribuite integralmente all’Amministrazione comunale. La stessa responsabilità, secondo i rappresentanti degli orti urbani, riguarderebbe anche l’iter successivo e l’eventuale sgombero dell’area.

Il comitato sostiene che lo spostamento degli indici di edificazione su un terreno già cementificato rientrerebbe nelle facoltà della Giunta in carica. Al contrario, sempre secondo la ricostruzione fornita dall’assemblea, il Comune avrebbe proposto una riduzione della superficie fondiaria capace però di garantire al costruttore la stessa area edificabile. Una soluzione che, viene sottolineato, sarebbe attuabile senza modificare il Piano Operativo.

Il Comitato Orti Urbani afferma inoltre che non sarebbero mai state prodotte ufficialmente le motivazioni scritte del rifiuto della salvaguardia integrale dell’area verde attraverso lo spostamento degli indici edificatori. Per questo, nel documento, viene ribadito che un’eventuale scelta diversa sarebbe riconducibile al Comune di Livorno e non al costruttore.

L’ipotesi di sgombero dal 3 novembre

Il passaggio più diretto riguarda l’ipotesi di un imminente sgombero, ventilata a partire dal 3 novembre. Il comitato dichiara di voler essere presente e di voler difendere l’Oasi Climatica in modo pacifico, ma senza esitazioni, opponendosi a ogni atto finalizzato al consumo di suolo.

La richiesta centrale resta la tutela integrale dei sei ettari di bosco e vegetazione spontanea. Secondo le realtà che sostengono l’area, nessuna superficie edificata, indipendentemente dalla sua estensione, sarebbe compatibile con la normativa europea vigente e con la funzione ecosistemica svolta da un ambiente considerato fragile e prezioso per la città.

Nel documento, il comitato avverte infine che la costruzione di nuovi edifici potrebbe creare le condizioni per future cementificazioni. La posizione espressa è quindi quella di preservare l’intera area verde, ritenuta non sostituibile da una riduzione parziale della superficie interessata. L’assemblea conferma così la linea già indicata: opposizione pacifica a ogni intervento che comporti ulteriore consumo di suolo nell’area di via Goito.