Pressione estiva

Pronto soccorso, oltre 16.800 accessi in poco più di due mesi

Il direttore Luca Dallatomasina illustra tempi, codici d’urgenza, ricoveri e gestione dei casi complessi

Pronto soccorso, oltre 16.800 accessi in poco più di due mesi

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Livorno ha registrato 16.860 accessi dal 1° giugno al 21 agosto 2026, con una media di circa 210 pazienti al giorno e picchi compresi tra 250 e 260 ingressi. A fornire il quadro è Luca Dallatomasina, direttore del servizio, che sottolinea come il carico di lavoro non possa essere valutato soltanto sulla base del numero degli arrivi o della durata della permanenza.

Secondo Dallatomasina, infatti, occorre considerare anche la complessità clinica dei pazienti, gli esami diagnostici, il monitoraggio e le terapie effettuate durante la presa in carico. La struttura livornese accoglie non solo i casi della città, ma centralizza anche le situazioni più gravi provenienti dalla provincia e, per alcune specialità, da territori esterni.

Priorità cliniche e tempi di attesa

La distribuzione degli accessi indica che circa il 50% riguarda i codici 5 e 4, relativi a condizioni non urgenti o a urgenze minori. Un ulteriore 40% è composto da codici 3, cioè urgenze differibili, mentre il restante 10% comprende i codici 2 e 1, riferiti rispettivamente a urgenze indifferibili ed emergenze. La presenza di un codice meno grave, precisa il direttore, non equivale automaticamente a un accesso improprio: tutti i pazienti vengono valutati, ma le diverse priorità comportano attese differenti.

Per i codici 3, 4 e 5 l’attesa media è di circa due ore e mezza, con una mediana di 100 minuti. Per i codici 2 la media scende a 13 minuti, con una mediana di 10, mentre per le emergenze non è prevista attesa. Dal 15 luglio, l’introduzione del Team di Valutazione Rapida ha contribuito, secondo quanto riferito dal direttore, a migliorare l’andamento dei tempi per i casi intermedi.

Dal 1° giugno sono stati ricoverati 1.563 pazienti, pari al 9,2% degli accessi. Il Pronto soccorso, viene spiegato, svolge anche una funzione diagnostica e terapeutica: durante la permanenza vengono effettuati accertamenti, monitoraggi e trattamenti, talvolta proprio per evitare un ricovero non necessario.

Organizzazione, posti letto e personale

Dallatomasina interviene anche sul caso di una paziente anziana rimasta 36 ore in Pronto soccorso. Il tempo, chiarisce, non sarebbe riconducibile a una semplice attesa del posto letto: durante la permanenza il paziente continua a ricevere assistenza, mentre possono essere necessari ulteriori esami, la stabilizzazione delle condizioni o la verifica dell’effettiva necessità di ricovero.

Le aree riorganizzate della struttura sono suddivise per intensità di cura. Quella ad alta intensità dispone di ventilatori, pompe infusionali e monitoraggio continuo; le aree a media intensità e di osservazione prevedono invece personale dedicato alla sorveglianza e alla gestione delle terapie. I lavori hanno inoltre consentito di creare spazi modulari per isolare i pazienti infetti e affrontare eventuali emergenze pandemiche.

La capacità di gestione dipende anche dal funzionamento dell’intero ospedale. Il lavoro della Medicina, il Bed Management, la COT per le dimissioni complesse e i posti letto dell’Ospedale di Comunità contribuiscono a rendere più fluido il percorso dei pazienti. Dallatomasina richiama inoltre il ruolo delle Case di Comunità aperte H24, tra cui quella di via Impastato, come possibile risposta ai bisogni meno urgenti.

Resta la difficoltà legata alla disponibilità dei medici, problema comune ai pronto soccorso italiani. Negli ultimi tre mesi a Livorno è stata effettuata una nuova assunzione, sono stati inseriti tre medici provenienti dalla continuità assistenziale e sei professionisti della Medicina hanno garantito una quota oraria nel servizio. Il rafforzamento ha permesso di attivare il TVR, con il supporto della direzione aziendale e di personale infermieristico aggiuntivo.

La conclusione del direttore è che la struttura opera sotto una pressione elevata, ma continua a garantire la valutazione e la presa in carico dei pazienti, con una risposta tempestiva nei casi più gravi. Accanto all’assistenza sanitaria, vengono citati il sostegno dell’Associazione Volontari Ospedalieri, i facilitatori relazionali per i familiari e la presenza gratuita di clown per i bambini, grazie all’associazione ViviamoInPositivo Libecciati.