Allarme sociale

Rifondazione: famiglie toscane sempre più esposte ai debiti

Il partito cita il rapporto Ires: a Livorno l’esposizione media raggiunge 7.679 euro per nucleo

Rifondazione: famiglie toscane sempre più esposte ai debiti

Rifondazione Comunista interviene sul rapporto Ires dedicato all’indebitamento delle famiglie toscane e chiede un cambio di indirizzo nelle politiche economiche. In una nota diffusa il 26 ottobre 2026, Marco Chiuppesi, segretario della Federazione livornese del partito, definisce preoccupanti i dati sull’esposizione finanziaria e sul ricorso al credito al consumo nella regione.

Secondo quanto riportato nell’intervento, molte famiglie ricorrerebbero a banche e finanziarie per affrontare spese ordinarie o impreviste, tra cui costi condominiali, riparazioni dell’auto e prestazioni sanitarie. In provincia di Livorno, il debito medio al consumo sarebbe pari a 7.679 euro per famiglia. Il dato, attribuito alla Cgia di Mestre, collocherebbe il territorio al quindicesimo posto in Italia su 107 province.

Le proposte indicate dal partito

Nel documento vengono richiamate anche le valutazioni del segretario regionale della Cgil Rossi, del presidente di Ires Toscana Brotini e del ricercatore Cagioni. Le cause della situazione vengono ricondotte alla pressione del capitalismo finanziario, alla rendita immobiliare e alla difficoltà di molte famiglie nel mantenere il proprio potere d’acquisto.

Tra le possibili risposte vengono indicate la reindustrializzazione in settori strategici e una diversa destinazione della spesa pubblica, con maggiori investimenti nelle infrastrutture sociali e ambientali. Per Rifondazione, queste misure dovrebbero essere accompagnate dalla ricostruzione del welfare e da interventi capaci di rafforzare i salari.

Il caso di Livorno

Chiuppesi sostiene che anche le amministrazioni locali possano contribuire ad affrontare le difficoltà economiche, pur disponendo di margini limitati. Per Livorno, il partito propone di puntare sulla reindustrializzazione green, sulle attività manifatturiere legate alla vocazione portuale e sui comparti ad alto valore aggiunto.

La nota esprime invece perplessità verso un modello fondato soprattutto su turismo e speculazione immobiliare, ritenuto insufficiente per superare quella che viene definita una terziarizzazione debole. Nel suo intervento, Rifondazione dichiara inoltre il proprio sostegno alle mobilitazioni di adolescenti, studenti, autotrasportatori, agricoltori e pescatori.

La conclusione del partito contrappone alle politiche governative considerate repressive una risposta basata su interventi economici strutturali. L’obiettivo indicato è riportare al centro il disagio sociale e il problema dell’indebitamento, attraverso programmazione pubblica, servizi e misure a sostegno del reddito.