Il carcere Le Sughere di Livorno affronta una situazione allarmante, con il nuovo padiglione C già sovraffollato. Il Garante dei detenuti, Marco Solimano, ha dichiarato che la struttura, progettata per accogliere 134 detenuti, ne ospita già 159. La questione è stata al centro di un incontro con l’assessore al sociale del Comune, Andrea Raspanti.
Il 24 luglio ha segnato la chiusura della sezione ‘transito’, precedentemente utilizzata per i detenuti di media sicurezza in condizioni igieniche precarie. Le celle, di quasi 12 metri quadrati, ospitavano fino a 3 persone senza separazione tra spazi vivibili e servizi igienici. Il Garante ha sottolineato le difficili condizioni delle strutture preesistenti, evidenziando la mancanza di servizi adeguati.
Trasferimenti e nuove strutture
Dallo stesso giorno è iniziato il trasferimento dei detenuti dalla sezione ‘transito’ al nuovo padiglione C. Inoltre, dal 27 luglio, sono stati accolti nell’istituto livornese alcuni detenuti provenienti dal carcere di Solliciano, che era stato oggetto di sequestro per motivi di sicurezza. Il nuovo padiglione, composto da due piani, aiuta a migliorare le condizioni abitative, ma la situazione rimane critica con un surplus di detenuti.
Attualmente, nel carcere Le Sughere, sono presenti 312 detenuti, suddivisi in alta sicurezza, nuovi arrivi e media sicurezza. Con l’aggiunta dei 89 detenuti da Sollicciano, la struttura è in affanno, e gli esperti sottolineano la necessità di un rinnovamento nella gestione e nella supervisione penitenziaria.
Criticità e mancanza di personale
Il Garante ha anche segnalato la scarsità di personale nell’Ufficio Sorveglianza del Tribunale di Livorno, dove attualmente opera un solo magistrato, Alberto Panu. Questa situazione alimenta un ulteriore ritardo nella gestione delle pratiche, aggravando la pressione su un sistema già molto critico. Il Comune di Livorno, attraverso l’assessore Raspanti, ha avviato discussioni con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per incrementare gli spazi destinati alle attività di recupero sociale, attualmente carenti.