Rete ferroviaria

La competitività ferroviaria per il futuro della costa tirrenica

Il PLD evidenzia la necessità di miglioramenti infrastrutturali.

Il futuro della costa tirrenica è strettamente legato alla competitività della rete ferroviaria. Ne abbiamo parlato con il Dr. Gambacciani, responsabile infrastrutture del PLD, che ha evidenziato come la situazione attuale del sistema ferroviario non sia competitiva. I treni veloci provenienti da Genova e diretti a Roma preferiscono dirottarsi su Firenze piuttosto che fermarsi a Pisa, risparmiando circa 40 minuti di viaggio. Anche i tempi di percorrenza regionali dalla costa verso il capoluogo risultano anacronistici rispetto alle esigenze degli utenti.

Questa situazione ha portato a un utilizzo massiccio dei veicoli privati e a una rete stradale insufficiente, in particolare sulla FI-PI-LI. Il trasporto merci ne risente, penalizzato da una rete di delivery inadeguata e da rotture di carico. Gli operatori logistici, nonostante il ferro bonus, non trovano convenienza economica, con la Toscana che si colloca al di sotto della media nazionale dell’11,6%. Inoltre, gli insediamenti produttivi tendono a evitare territori privi di infrastrutture competitive.

Programmazione e proposte per il futuro

La programmazione regionale prevede il raddoppio della linea Pisa-Firenze per consentire il transito di treni veloci e ridurre i tempi di percorrenza di circa 20 minuti. Tuttavia, per la linea costiera non sono previsti miglioramenti. Per invertire questa situazione, è necessaria una volontà politica bipartisan e la realizzazione di studi di fattibilità per valutare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale degli interventi. La ritrosia degli amministratori pubblici a sostenere tali studi, spesso a causa di pressioni legate alla spesa corrente, rappresenta un ostacolo alla crescita del Paese.

Il Dr. Gambacciani sottolinea l’importanza di calarsi in una dimensione europea per essere competitivi. Lo sviluppo della Darsena Europa richiede collegamenti terrestri adeguati. Attualmente, il corridoio ferroviario italiano che riguarda la Toscana è marginale rispetto ai flussi commerciali provenienti e destinati al centro e all’est Europa. È fondamentale creare condizioni per un inserimento autonomo, come la direttrice ferroviaria Brennero-Modena-costa tirrenica.

Attività proposte e alternative

Per affrontare le sfide attuali, il Dr. Gambacciani propone studi di fattibilità per interventi di alta capacità, come la tratta Ardenza-Vada, che consentirebbe riduzioni di circa 10 minuti per tutte le categorie di treni. Altre proposte includono una tratta lineare ai confini di Toscana e Lazio per ridurre i tempi di percorrenza Pisa-Roma di un’ora, e la realizzazione della Livorno-Interporto-Pontedera per ridurre i tempi di percorrenza verso Firenze di 20 minuti. Infine, il progetto Modena-Lucca-Pisa si propone come alternativa all’asse centrale, con tempi di percorrenza simili a quelli attuali via BolognaFirenze.