Un uomo ritenuto coinvolto in una rapina avvenuta nei giorni scorsi a Piombino è stato arrestato dai Carabinieri a Portoferraio. Il fermo è scattato nella tarda mattinata, durante un ordinario controllo nell’area dello scalo marittimo eseguito dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Portoferraio.
Il nordafricano era già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 6 agosto dal Gip del Tribunale di Livorno nell’ambito delle indagini sull’aggressione avvenuta due giorni prima nella zona di via Roma, nel centro di Piombino. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato alla Casa circondariale di Livorno, dove è rimasto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’aggressione a Piombino
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, nella tarda serata, dopo le 22, due giovani avevano avvicinato un ragazzo con l’obiettivo di sottrargli la bicicletta e il denaro che aveva con sé. La vittima sarebbe stata minacciata con un’arma impropria. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piombino, impegnati in un servizio perlustrativo, erano intervenuti rapidamente riuscendo a bloccare uno dei due sospetti.
Il complice era invece riuscito ad allontanarsi. Da quel momento erano partite indagini estese a tutto il territorio provinciale, con accertamenti che avevano portato in tempi brevi all’emissione del provvedimento cautelare anche nei suoi confronti. Il sospetto, però, non era stato individuato nell’immediatezza dei fatti.
Il fermo allo scalo
A pochi giorni dall’aggressione, l’attività di controllo svolta dai Carabinieri di Portoferraio ha consentito di riconoscere e fermare l’uomo nella zona portuale. L’operazione si è inserita nella ricerca delle persone colpite da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e ha concluso il percorso investigativo avviato dopo l’intervento dei militari a Piombino.
Il controllo dei principali punti di accesso e delle aree portuali dell’Isola d’Elba rientra nei servizi di prevenzione e sicurezza garantiti dall’Arma sul territorio. L’arresto del secondo sospetto segue quindi il primo intervento eseguito durante l’aggressione e gli accertamenti successivi, proseguiti fino alla sua individuazione.