Resta in carcere a Livorno il 22enne elbano arrestato per tentato omicidio e resistenza dopo l’aggressione avvenuta il 21 agosto a bordo di un cabinato ancorato davanti a Magazzini, nel territorio di Portoferraio. La mattina del 24 agosto il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere. Il giovane si trova ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
La vittima è un 64enne tedesco, Werner Norbert Nehls, proprietario dell’imbarcazione di 15 metri utilizzata per le immersioni. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane lo avrebbe colpito più volte con un coltello durante una lite scoppiata nel cavone di poppa. All’origine del confronto ci sarebbe, in base agli elementi finora raccolti, l’esecuzione di un lavoro di meccanica o il pagamento della prestazione.
L’intervento dei carabinieri dal mare
L’allarme è arrivato al 112 poco dopo le 9.30, lanciato dalla compagna del ferito. La donna ha chiesto aiuto mentre l’uomo perdeva sangue e il 22enne era ancora sull’imbarcazione, in uno stato di forte agitazione. Ricevuta dalla centrale operativa la posizione del cabinato, i militari del Nucleo Navale dell’Arma elbana hanno raggiunto la zona di Magazzini, a circa cento metri dall’approdo, affiancati dai carabinieri della Stazione di Portoferraio.
Quando sono arrivati, i militari hanno trovato il 64enne con diverse lesioni e la compagna impegnata a tenere a distanza il giovane, che si trovava su un piccolo gommone collegato alla barca principale. Per impedirgli di avvicinarsi nuovamente al ferito, la donna avrebbe utilizzato un mezzo marinaio. I carabinieri sono intervenuti direttamente dal mare e hanno bloccato il sospettato, accompagnandolo fino all’approdo e prendendolo in custodia.
Le condizioni del ferito e il sequestro dell’arma
Una volta messo in sicurezza il 22enne, i soccorsi si sono concentrati sulla vittima. Il personale sanitario della Croce Verde di Portoferraio è stato trasportato a bordo per prestare le prime cure. L’uomo presentava ferite gravi a un braccio e nella zona del volto e della testa; dopo il trasferimento in ospedale è stato condotto a Livorno dai volontari della Misericordia di Porto Azzurro per una sospetta frattura facciale.
Sul luogo dell’aggressione i carabinieri hanno recuperato il coltello ritenuto compatibile con l’arma utilizzata. L’oggetto è stato sequestrato e sarà sottoposto ad accertamenti tecnico-scientifici. Il giovane, condotto nella caserma di Portoferraio, avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo anche nei confronti dei militari. Da qui la contestazione aggiuntiva della resistenza, oltre all’accusa di tentato omicidio.
Non si tratta, secondo quanto riferito dagli investigatori, del primo episodio violento contestato al 22enne. Nel 2024 il giovane era stato arrestato in flagranza per tentato omicidio dopo un’aggressione ai danni di un familiare. Anche allora erano intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Portoferraio; l’arresto era stato successivamente convalidato dal giudice.