Enzo Calderone, coordinatore e capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Rosignano Marittimo, annuncia la presentazione di una mozione in Consiglio comunale sulla partecipazione dell’amministrazione alle feste patronali. La presa di posizione arriva dopo le discussioni nate sui social in seguito alla celebrazione di Santa Teresa del Bambin Gesù, patrona di Rosignano Solvay.
Secondo Calderone, il 1° ottobre nessun rappresentante della Giunta Marabotti avrebbe partecipato in veste istituzionale alla ricorrenza. Il consigliere sostiene che la presenza a una festa patronale non implichi necessariamente un’adesione religiosa, ma rappresenti piuttosto un modo per riconoscere la storia, l’identità e le tradizioni della comunità. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, la laicità delle istituzioni sarebbe quindi compatibile con la partecipazione ufficiale alle celebrazioni.
Le ricorrenze citate
Nella nota, Calderone richiama anche altri due episodi. Il 10 settembre, a Rosignano Marittimo, si è celebrato San Nicola da Tolentino, patrono del Comune, in una giornata accompagnata dalla chiusura degli uffici comunali. Il 29 settembre, invece, al Gabbro si è tenuta la ricorrenza di San Michele Arcangelo, figura storicamente legata alla comunità locale. Anche per queste celebrazioni, afferma il capogruppo, non sarebbe stata presente istituzionalmente la Giunta.
Calderone riassume la propria contestazione indicando tre ricorrenze e tre presunte assenze: San Nicola, San Michele e Santa Teresa. La questione, secondo la sua lettura, non riguarderebbe il rapporto personale degli amministratori con la fede, ma il ruolo delle istituzioni nei confronti dell’intera cittadinanza, composta da credenti e non credenti.
La mozione in Consiglio comunale
La mozione annunciata chiederà al sindaco e alla Giunta di assumere l’impegno a garantire, compatibilmente con gli altri obblighi istituzionali, la partecipazione di almeno un rappresentante dell’amministrazione alle celebrazioni patronali delle sette frazioni del territorio comunale. La presenza dovrebbe avvenire in forma ufficiale e con i simboli istituzionali previsti.
Il documento, spiega Calderone, non avrebbe l’obiettivo di imporre convinzioni religiose, ma di riaffermare il valore delle ricorrenze locali e la vicinanza dell’amministrazione alle comunità. La discussione in aula dovrà quindi chiarire quale importanza la maggioranza attribuisca alle tradizioni delle frazioni. La posizione espressa dal capogruppo è contenuta in una nota stampa diffusa il 16 ottobre 2026.