Il Sindaco Salvetti ha inaugurato la nuova pavimentazione di Via Grande, ma l’opera, costata oltre 6 milioni di euro, presenta già evidenti segni di cedimento. Mattonelle scheggiate, fughe aperte e superfici ammalorate sono solo alcuni dei problemi riscontrati in tratti già consegnati alla città. I livornesi si trovano così a dover assistere a una beffa, con un’opera che sembra invecchiare prima ancora di essere completata.
Non si tratta di un caso isolato. Già pochi giorni dopo l’apertura di alcuni tratti, la pavimentazione era stata segnalata come sporca e degradata, con deiezioni e rifiuti visibili. A questo degrado igienico si aggiungono ora crepe e imperfezioni strutturali, che evidenziano la scarsa qualità dei materiali utilizzati, nonostante l’ingente investimento. Le colonne dei portici, simbolo di Via Grande, sono anch’esse trascurate, imbrattate da scritte e vandalismi.
Costi e manutenzione
Dal punto di vista economico, il progetto ha subito un incremento di costi, con varianti in corso d’opera che hanno aggiunto oltre un milione di euro ai costi iniziali, legate a massetti da rifare e lavorazioni impreviste. Un’opera che, prima ancora di essere ultimata, necessita già di interventi di recupero e manutenzione straordinaria, sollevando preoccupazioni per l’uso delle risorse pubbliche.
Tra i protagonisti dell’inaugurazione, oltre al Sindaco Salvetti, c’era anche l’assessore ai Lavori pubblici Federico Mirabelli, che in passato aveva mostrato ai consiglieri le imperfezioni del materiale utilizzato. Gli assessori Giovanna Cepparello e Andrea Raspanti, che nel 2019 avevano criticato aspramente il progetto di sostituzione della pavimentazione storica, oggi sorridono tra i taglianastri, suscitando interrogativi sulla loro coerenza politica.
Le forze di opposizione, Lega e Forza Italia, chiedono trasparenza sui costi complessivi dell’opera e un piano straordinario di manutenzione e pulizia, prima che il degrado comprometta ulteriormente l’investimento fatto con i soldi dei livornesi. I cittadini, nel frattempo, continuano a osservare un’opera che sembra già destinata a un rapido deterioramento.