Dati sanitari

Pronto soccorso: attese legate al livello di urgenza

Il direttore Dellatomasina indica i tempi medi e spiega il ruolo del Team di Valutazione Rapida.

Pronto soccorso: attese legate al livello di urgenza

I tempi di permanenza in Pronto soccorso cambiano in modo significativo in base alla gravità delle condizioni cliniche e al livello di urgenza assegnato al paziente. A fornire i dati è il direttore Dellatomasina, che distingue tra le diverse categorie di accesso e chiarisce come la presa in carico prosegua per tutta la permanenza nella struttura.

Per i codici 3, 4 e 5, riferiti a situazioni meno urgenti, l’attesa media è di circa due ore e mezza, mentre la mediana si attesta a 100 minuti. Il dato, tuttavia, riguarda il tempo necessario prima della dimissione o del ricovero e non esclude permanenze complessive molto più lunghe. In alcuni casi il percorso può arrivare a 12 ore, mentre talvolta supera le 24 ore.

Il ruolo della valutazione rapida

Secondo Dellatomasina, il quadro è in miglioramento dal 15 luglio, quando è stato istituito il Team di Valutazione Rapida, indicato con la sigla TVR. La nuova organizzazione riguarda la gestione dei pazienti e punta a rendere più rapido il percorso nei casi che richiedono un intervento tempestivo.

Per le urgenze indifferibili, corrispondenti ai codici 2, l’attesa indicata è di 13 minuti, con una mediana di 10 minuti. Per le emergenze, invece, non viene registrata attesa. I tempi variano comunque in relazione alla complessità del quadro clinico, agli accertamenti necessari e alla decisione finale tra dimissione e ricovero.

Assistenza durante la permanenza

Il direttore sottolinea che il paziente resta seguito anche mentre attende la conclusione del percorso. La permanenza può servire a completare la diagnosi, stabilizzare le condizioni oppure verificare se sia possibile evitare il ricovero in reparto.

La struttura, secondo quanto spiegato, non si limita quindi ad attendere il trasferimento dei pazienti. Le recenti ristrutturazioni hanno consentito di organizzare aree open space suddivise per intensità di cura, con l’obiettivo di garantire modalità assistenziali assimilabili a quelle di un reparto per l’intero periodo trascorso in Pronto soccorso.