Gioco sano

Prevenzione del gioco d’azzardo negli ospedali toscani

Il progetto Slow Life Slow Games promuove la consapevolezza sui rischi del gioco d'azzardo.

Prevenzione del gioco d’azzardo negli ospedali toscani

La tournée di Slow Life Slow Games ha fatto tappa all’Ospedale di Livorno il 20 e 21 luglio 2026, con l’obiettivo di educare al gioco sano e prevenire la patologia da gioco d’azzardo. Questo progetto, realizzato dall’Azienda USL Nord Ovest in collaborazione con Lucca Crea e Lucca Comics & Games, ha ricevuto il contributo della Regione Toscana.

Il dottor Maurizio Varese, responsabile dell’Area Dipendenze dell’Azienda USL Nord Ovest, ha sottolineato l’importanza di portare Slow Life Slow Games negli ospedali: “Avvicinare la prevenzione ai luoghi della vita quotidiana è fondamentale. Attraverso il gioco sano possiamo affrontare il tema del gioco d’azzardo, aiutando le persone a riconoscerne i rischi e a sviluppare maggiore consapevolezza sui servizi di sostegno disponibili”.

Spazio di prevenzione

L’iniziativa ha previsto l’allestimento di uno spazio dedicato al gioco sano e alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Qui, cittadini, lavoratori USL, giocatori e familiari di persone in difficoltà hanno potuto incontrarsi e confrontarsi. L’assessore al sociale del Comune di Livorno, Andrea Raspanti, ha evidenziato come il gioco d’azzardo possa portare a un impoverimento sociale che colpisce non solo i giocatori, ma anche le loro famiglie e la rete dei servizi.

Secondo i dati dell’ADM elaborati nel report dell’USL Toscana Nord Ovest, nel 2022 la raccolta da gioco nel distretto livornese ha raggiunto i 190 milioni di euro su rete fisica, con una media di 1.117 euro pro capite. Il gioco online ha registrato un valore ancora più alto, con 227 milioni di euro e 1.333 euro pro capite. Inoltre, il distretto presenta una significativa presenza di apparecchi da gioco, con 1.151 AWP, pari a 68 ogni 10.000 residenti, uno dei valori più elevati della USL Nord Ovest.

Il progetto continuerà il 27 e 28 luglio presso l’ospedale di Cecina, con l’intento di estendere la sensibilizzazione e la prevenzione anche in altre strutture sanitarie.