Lavoro portuale

USB dichiara stato di agitazione per il caldo estremo nei porti

L'Unione Sindacale di Base chiede misure urgenti per garantire la sicurezza dei lavoratori.

USB dichiara stato di agitazione per il caldo estremo nei porti

Il caldo estremo sta diventando una condizione abituale per i lavoratori portuali, come evidenziato dall’Unione Sindacale di Base (USB) che ha proclamato uno stato di agitazione. Secondo il sindacato, le temperature elevate aumentano il rischio di malori e infortuni tra i lavoratori che operano all’aperto, in stiva, sulle banchine e a bordo delle navi.

Nonostante i numerosi incontri con l’Autorità di Sistema Portuale e l’Azienda USL Toscana Nord Ovest, le aziende non hanno ancora adottato protocolli omogenei e vincolanti per garantire la salute dei lavoratori. Attualmente, i protocolli esistenti non vengono rispettati, lasciando i lavoratori esposti a rischi crescenti durante le giornate di caldo intenso.

Misure di sicurezza insufficienti

La Regione Toscana ha emesso un’ordinanza che sottolinea il rischio connesso al lavoro nelle ore più calde, ma ci sono dubbi sulla sua applicazione nel settore portuale. USB sostiene che la salute dei lavoratori deve avere la priorità rispetto alla produzione e chiede la sospensione delle attività più rischiose durante le ore centrali della giornata.

Il sindacato afferma che tutti gli interventi necessari per ridurre i rischi devono essere a carico delle aziende, in conformità con il D.Lgs. 81/2008. Non è accettabile che il costo della sicurezza venga trasferito sui lavoratori, soprattutto in un contesto in cui oltre 1300 persone perdono la vita ogni anno a causa di incidenti sul lavoro in Italia.

Richieste di intervento immediato

USB ha chiesto l’adozione immediata di misure concrete e uniformi per tutte le aziende del porto, comprese procedure per sospendere le lavorazioni più esposte durante le fasce orarie di massimo rischio. In assenza di risposte rapide e impegni concreti, il sindacato è pronto a mobilitarsi, con la possibilità di proclamare uno sciopero.

Il messaggio è chiaro: la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono negoziabili e non possono essere subordinate ai profitti aziendali.