La Fiom Cgil ha annunciato la convocazione di un incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), fissato per il 14 settembre. Questo incontro è di particolare rilevanza poiché riguarda la vertenza aperta dopo la cessione della divisione Power Systems di Rheinmetall al fondo AEQUITA. L’operazione, secondo il sindacato, ha un impatto su migliaia di lavoratrici e lavoratori in Europa, e tocca direttamente anche lo stabilimento Pierburg di Livorno.
La CGIL ha etichettato il prossimo tavolo come un passaggio decisivo, poiché le garanzie richieste nelle settimane e mesi scorsi non sono ancora state fornite. Gli interlocutori istituzionali avrebbero continuato il confronto, ma senza risultati concreti e impegni vincolanti sulle scelte produttive e occupazionali future.
Situazione critica a Pierburg
Per Pierburg Livorno, la CGIL indica una fase altamente critica. Gli ammortizzatori sociali sono stati prorogati, ma permangono due problematiche fondamentali: la mancanza di carichi di lavoro e l’assenza di indicazioni chiare sulle produzioni future. In questo contesto, il sindacato evidenzia l’urgenza di ottenere risposte definitive.
La posizione della Fiom CGIL si intreccia anche con la preoccupazione per l’assenza di criteri definiti nelle allocazioni produttive, con piani di produzione che coinvolgono più stabilimenti europei ma privi di chiarezza sui volumi e sulla distribuzione.
Disparità tra Paesi
La CGIL sottolinea una disparità tra le garanzie fornite nei vari paesi: mentre in Germania sono stati stabiliti già accordi e strumenti di tutela, per gli stabilimenti italiani queste garanzie risultano ancora assenti. Il comunicato di oggi evidenzia anche la responsabilità del fondo AEQUITA, che è sollecitato a presentare un piano industriale credibile, comprensivo di investimenti e prospettive occupazionali.
La CGIL chiede che Rheinmetall assuma la piena responsabilità per la fase di transizione, garantendo i costi fino alla completa stabilizzazione del nuovo assetto industriale, per evitare di scaricare i rischi sulle lavoratrici e lavoratori.
Il 14 settembre è quindi visto come un vero e proprio “momento di verità” per il sindacato. È necessario ottenere interlocutori con poteri decisionali reali e disposti ad assumere impegni mantenibili. Non basteranno più dichiarazioni di intenti; saranno richieste garanzie concrete riguardo investimenti, produzioni, carichi di lavoro e occupazione.
In attesa di queste garanzie, la CGIL conferma uno stato di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, con possibili iniziative da valutare insieme a RSU e lavoratori, inclusa l’organizzazione di un presidio davanti al MIMIT in occasione dell’incontro del 14 settembre.