Opposizione locale

Esposto sui conti comunali, la Lega chiede verifiche

Contestate coperture, assunzioni e spese per i servizi davanti alla magistratura contabile

Esposto sui conti comunali, la Lega chiede verifiche

Le segreterie regionale toscana, provinciale di Livorno e della sezione di Collesalvetti della Lega hanno espresso il loro sostegno all’iniziativa del consigliere comunale Massimo Petri, firmatario di un esposto presentato alla Procura regionale e alla Sezione di controllo della Corte dei conti per la Toscana. Al centro della segnalazione c’è la deliberazione consiliare n. 41 del 31 luglio 2026, relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio del Comune di Collesalvetti.

Il documento, condiviso anche con altri rappresentanti delle liste civiche di opposizione, contesta la gestione economico-finanziaria dell’ente e ipotizza anomalie contabili, forzature procedurali e decisioni amministrative potenzialmente rischiose per la stabilità dei conti pubblici. Le contestazioni sono ora sottoposte alla valutazione degli organi della magistratura contabile, ai quali viene chiesto di verificare eventuali responsabilità erariali e amministrative.

Le contestazioni sulle coperture

Una delle principali questioni sollevate riguarda l’impiego di 466.047 euro dell’avanzo libero 2025 per coprire il saldo dei servizi socioassistenziali gestiti in forma associata con il Comune di Livorno. Secondo la Lega, si tratterebbe di una spesa corrente e continuativa, qualificata invece come una tantum. L’esposto richiama l’articolo 187 del Testo unico degli enti locali, sostenendo che l’avanzo non avrebbe potuto essere utilizzato per finanziare un servizio pubblico essenziale e strutturale.

La stessa segnalazione afferma che questa modalità di copertura potrebbe alterare gli equilibri della parte corrente e produrre effetti sui bilanci degli anni successivi. Viene inoltre ipotizzato un possibile aggiramento della procedura prevista per i debiti fuori bilancio, disciplinata dall’articolo 194 del Testo unico degli enti locali. Si tratta, tuttavia, di rilievi contenuti nell’esposto e ancora da verificare da parte degli organismi competenti.

Un ulteriore rilievo riguarda lo stanziamento di 325.717 euro di risorse correnti per coprire il corrispettivo dovuto al gestore del servizio rifiuti. La Lega sostiene che i costi avrebbero dovuto essere finanziati integralmente attraverso la tariffa TARI, come previsto dalla normativa, e che l’utilizzo della fiscalità generale avrebbe sottratto risorse ad altri servizi comunali. Nell’esposto si fa riferimento anche a possibili inefficienze nella riscossione o a criticità del Piano economico finanziario.

Il nodo delle assunzioni

Il terzo ambito contestato riguarda la capacità assunzionale dell’ente. In base ai dati richiamati nel documento, con il Rendiconto 2025 la spesa previsionale per il personale sarebbe risultata pari a 3.961.521 euro, oltre il limite di 3.833.084 euro indicato per ciascuna annualità dal 2026 al 2028. Per la Lega, tale situazione avrebbe dovuto determinare il blocco delle assunzioni e una revisione dei fabbisogni.

La segnalazione richiama quindi la revoca in autotutela di una selezione interna per un incarico dirigenziale, motivata da presunti vizi di legittimità, e i successivi provvedimenti adottati ad agosto. In particolare, la Giunta avrebbe approvato la variazione del PIAO con la delibera n. 173 del 7 agosto 2026; nello stesso giorno, con la determina n. 729, sarebbe stato indetto un concorso pubblico per un dirigente tecnico, con una spesa superiore a 50.000 euro annui e una scadenza fissata al 24 agosto, dopo 17 giorni.

La Lega ritiene che la procedura possa aver disatteso le indicazioni cautelative del Collegio dei revisori e le norme in materia di finanza pubblica, richiamando il decreto-legge 34 del 2019. Le segreterie del partito chiedono alla Corte dei conti di esaminare con urgenza la documentazione e di accertare eventuali responsabilità. Nel testo diffuso non risultano, al momento, valutazioni o repliche dell’amministrazione comunale alle contestazioni sollevate.