Un’inchiesta su presunti falsi certificati medici si sarebbe estesa anche ai territori di Firenze e Livorno. Secondo quanto riportato da notizie di stampa e rilanciato da esponenti della Lega, alcuni professionisti sarebbero sospettati di avere redatto documentazione sanitaria irregolare per impedire il trasferimento di immigrati irregolari nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
La vicenda è stata commentata il 17 settembre 2026 da Tiziana Nisini, commissaria della Lega a Firenze, e dal senatore Manfredi Potenti. I due rappresentanti politici hanno chiesto che, qualora le accuse venissero confermate dagli accertamenti, siano adottati provvedimenti disciplinari particolarmente severi nei confronti dei professionisti eventualmente coinvolti.
Le contestazioni al centro dell’indagine
Al centro dell’attività giudiziaria ci sarebbero presunte irregolarità commesse da medici ritenuti compiacenti, che avrebbero prodotto certificati destinati a evitare il collocamento di alcune persone nei Cpr. Il testo diffuso dai due esponenti della Lega non fornisce ulteriori dettagli sugli specialisti interessati, sul numero dei documenti contestati o sugli eventuali provvedimenti già adottati dall’autorità giudiziaria.
I Cpr sono strutture destinate alle persone sottoposte a procedure di rimpatrio, in attesa dell’esecuzione dell’espulsione dal territorio nazionale. Nella loro presa di posizione, Nisini e Potenti sostengono che l’eventuale falsificazione della documentazione sanitaria avrebbe conseguenze rilevanti, poiché potrebbe ostacolare le procedure previste e consentire la permanenza sul territorio di soggetti destinatari di un provvedimento di espulsione.
La richiesta di sanzioni professionali
Gli esponenti leghisti hanno sottolineato che le responsabilità dovranno essere valutate sulla base degli esiti dell’inchiesta e delle eventuali conferme giudiziarie. Solo in caso di accertamento delle condotte contestate, hanno chiesto l’applicazione di sanzioni molto pesanti, arrivando a indicare anche la radiazione dall’Albo professionale per i soggetti ritenuti responsabili.
Al momento, il quadro descritto resta quindi quello di un’indagine su ipotesi ancora da verificare. Le accuse rivolte ai professionisti e l’eventuale coinvolgimento di medici operanti tra Livorno e Firenze dovranno essere chiariti dagli organi competenti, nel rispetto delle garanzie previste per le persone sottoposte ad accertamenti.