La mobilitazione studentesca ha raggiunto tutti gli istituti superiori di Livorno. Nella mattina di giovedì 5 novembre, intorno alle 6, gli studenti hanno occupato anche il Nautico Cappellini e la succursale del Colombo, completando il quadro delle proteste già avviate nei giorni precedenti negli altri istituti cittadini.
La mobilitazione coinvolge i licei Cecioni, Enriques e Niccolini Palli, l’Iti, l’Orlando, il Geometri e le sedi del Vespucci-Colombo. Le rivendicazioni sono partite dalle condizioni degli edifici scolastici, ma si sono estese a temi di carattere nazionale: gli studenti contestano le scelte del Governo sull’istruzione, denunciano i tagli a scuola e sanità ed esprimono contrarietà alle spese per il riarmo.
Le condizioni degli edifici
Tra i problemi segnalati nelle diverse sedi ci sono infiltrazioni, aule troppo calde o fredde, infissi danneggiati, vetri mancanti, palestre inagibili e ambienti soggetti ad allagamenti quando piove. La protesta ha raccolto anche la solidarietà di una parte del corpo docente. Al liceo Cecioni, 68 insegnanti hanno sottoscritto un documento di vicinanza alle richieste degli studenti e hanno sottolineato la necessità di ascoltare le nuove generazioni.
Proprio al Cecioni è previsto un primo confronto istituzionale con il dirigente scolastico Rino Bucci e la presidente della Provincia Sandra Scarpellini. I docenti hanno spiegato di ritenere necessario, in alcuni momenti, fermarsi e prestare ascolto ai giovani, richiamando il ruolo della scuola come luogo di formazione e cambiamento.
Le richieste dell’Iti e degli altri istituti
All’Iti gli studenti hanno occupato l’istituto nelle prime ore del mattino, dopo aver superato i cancelli e barricato gli ingressi con banchi e sedie. Dopo un confronto con il dirigente Antonio Manfredini, sono state organizzate assemblee e altre attività. In un documento sono state raccolte le criticità della scuola, a partire dalle condizioni dei laboratori.
Secondo quanto riportato dagli studenti, alcuni spazi non sarebbero più adeguatamente attrezzati per le attività didattiche. Le segnalazioni riguardano i dipartimenti di Informatica, Inglese, Elettronica, Chimica Analitica e Organica. Particolare attenzione è stata riservata ai laboratori di Meccanica, dove diversi macchinari sarebbero inutilizzabili o non sufficientemente sicuri e le attrezzature non sarebbero in numero adeguato per consentire a ogni studente di lavorare individualmente.
Preoccupazioni sono state espresse anche per il Fabbricato 2, dove un banco prova e macchinari dal valore di migliaia di euro sarebbero esposti alle infiltrazioni dal soffitto. Gli studenti chiedono interventi e maggiore attenzione alle esigenze di un istituto tecnico nel quale i laboratori hanno un ruolo centrale nella formazione.
La protesta interessa anche l’Orlando, dove vengono segnalati bagni senza porte, un servizio igienico chiuso al piano terra e pareti in cattive condizioni. Il dirigente scolastico Carmine Villani ha descritto un clima caratterizzato dal dialogo, sottolineando il senso di responsabilità e di appartenenza mostrato dagli studenti nei confronti della scuola.
Al Vespucci-Colombo le occupazioni avevano già coinvolto le sedi di via Chiarini e piazza Vigo. La vicepreside Mariella Di Lisio ha espresso preoccupazione per la sicurezza e per possibili danni agli ambienti, riferendo anche di alcuni studenti saliti sul terrazzo del terzo piano con fumogeni. Nel frattempo, le lezioni si sono svolte nella sede del Colombo in via San Gaetano.
Con il coinvolgimento del Nautico Cappellini e della succursale del Colombo, la protesta assume una dimensione cittadina. Al centro resta la richiesta di essere ascoltati e di ottenere risposte concrete sia sulle condizioni degli edifici e degli strumenti didattici sia sulle scelte politiche riguardanti il futuro della scuola pubblica.